Fatturazione elettronica, oggi la prima scadenza per i forfettari

31 Agosto 2022, di Alessandra Caparello

Entro oggi le partite Iva in regime forfettario dovranno emettere le fatture relative alle operazioni effettuate dal 1° luglio 2022 fino alla fine del mese.

Fatturazione elettronica: cosa devono fare i forfettari

E’ stato il DL 36 del 2022 ad estendere l’obbligo di fatturazione elettronica anche ai contribuenti forfettari che nel 2021 hanno conseguito compensi/ricavi (ragguagliati ad anno) superiori a 25 mila euro. Il nuovo obbligo decorre con riferimento alle operazioni effettuate dal 1° luglio 2021.

A livello generale si prevede che l’emissione della fattura deve avvenire entro il dodicesimo giorno successivo a quello di effettuazione dell’operazione che coincide con la consegna o spedizione del bene o con l’incasso del corrispettivo nel caso l’operazione consista in una prestazione di servizi.

Come ricorda Il Sole 24 Ore, tuttavia, al fine di consentire ai contribuenti di implementare il nuovo adempimento e tenuto conto delle possibili iniziali difficoltà, lo stesso articolo 18 prevede una moratoria sulle sanzioni.

Così, in riferimento alle operazioni effettuate nel terzo trimestre 2022, dunque, le scadenze da rispettare sono per le operazioni effettuate nel mese di luglio, il termine ultimo per l’emissione senza incorrere in sanzioni è il prossimo 31 agosto. Per le operazioni effettuate nel mese di agosto, il termine ultimo per l’emissione invece sarà il 30 settembre. Infine per quelle del mese di settembre c’è tempo, invece, fino al 31 ottobre.

Per le operazioni a decorrere dal 1° ottobre 2022, invece, non sarà più prevista la moratoria e quindi per l’emissione della fattura elettronica si dovrà rispettare il termine dei 12 giorni, pena l’applicazione delle sanzioni.

Cosa succede se non si rispetta la scadenza

La mancata emissione delle fatture nei termini prima indicati comporta l’applicazione della sanzione amministrativa compresa tra il 5 e il 10% dei corrispettivi non documentati o non registrati.

Si applica la sanzione amministrativa da 250 euro a 2mila euro invece quando la violazione non rileva neppure ai fini della determinazione del reddito. Infine si applica l’istituto del ravvedimento operoso, che prevede la possibilità di ridurre la sanzione in funzione del tempo con cui la violazione viene sanata così ad esempio, per la correzione della violazione entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione si applicherebbe in misura pari ad 1/9 del minimo.