Fannie Mae, profitti $17 miliardi. Ovvero: ripresa immobiliare Usa

3 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il bilancio di Fannie Mae, agenzia americana specializzata nell’emissione dei mutui, che venne salvata in extremis dallo stato americano nel bel mezzo della peggior crisi finanziaria dai tempi della Grande Depressione, è tornato in nero.

Di fatto, il colosso ha riportato nell’intero 2012 utili record, mai registrati nella sua storia, per un valore di $17,2 miliardi, e un attivo di $7,6 miliardi soltanto nel quarto trimestre.

Il risultato di bilancio significa due cose: la prima, è che Fannie Mae non ha richiesto altre iniezioni di liquidità dal Tesoro Usa per l’ultimo trimestre dell’anno, dopo aver incamerato aiuti dai contribuenti americani negli anni successivi alla crisi per un valore superiore ai $116 miliardi. A tal proposito, l’amministratore delegato Timothy J. Mayopoulos ha definito “incredibili” i conti, affermando che essi rappresentano un punto di svolta per la società, e aggiungendo che Fannie dovrebbe rimanere in condizioni di redditività anche in futuro, riuscendo a garantire “un valore significativo” a favore dei contribuenti che l’hanno salvata.

Secondo punto: come dice lo stesso numero uno, i conti mostrano una ripresa del mercato immobiliare degli Stati Uniti. Il “caso” Fannie Mae è attentamente monitorato dal Congresso Usa, che aveva inizialmente intenzione di smantellare il colosso insieme a Freddie Mac, riducendo o azzerando la partecipazione dello stato. E qualcuno, come l’analista di politica economica di FBR Capital Markets, azzarda anche l’idea di poter utilizzare i profitti delle due agenzie – partecipate per l’80% dallo stato – per ridurre il deficit federale.