Family Act: da quando sarà in vigore

16 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Il Consiglio dei ministri ha ultimato lo scorso 11 giugno un progetto di legge delega destinato a introdurre una serie di misure di sostegno alle famiglie. Il pacchetto, ribattezzato con il nome di Family Act, include:

  • un assegno universale per i figli fino al compimento della maggiore età;
  • il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli;
  • un rinnovo della disciplina dei congedi parentali e di paternità;
  • incentivi al lavoro delle madri e l’armonizzazione dei tempi di vita e lavoro;
  • incentivi all’autonomia ed al protagonismo giovanile.

Il complesso delle misure (che avevamo visto più nel dettaglio in questo articolo), è volto a garantire un contesto economico più favorevole per le famiglie, che, in ultima analisi, possa contribuire a frenare il calo delle nascite in Italia.

Family Act, i passi per l’approvazione

Entriamo nel dettaglio dell’iter di approvazione delle misure. Al momento il disegno di legge delega attende l’approvazione parlamentare. Camera e Senato saranno dunque chiamate a votare la legge delega, la quale, a sua volta, affiderà al governo un mandato a legiferare sulle materie indicate. Ciò avverrà sulla base di espliciti principi ed entro determinate scadenze temporali.

Se il ddl Family Act fosse approvato senza modifiche, il governo sarebbe tenuto a rispettare scadenze diverse per emettere i decreti legislativi relativi a ciascuna misura. Vediamo nel dettaglio le tempistiche.

  • Per quanto riguarda l’istituzione dell’assegno universale il governo avrebbe tempo fino al 30 novembre 2020 per emettere il decreto legislativo (noto anche come decreto delegato).
  • Per quanto riguarda il riordino delle misure di sostegno all’educazione dei figli e gli incentivi al lavoro delle madri e l’armonizzazione dei tempi di vita e lavoro la legge delega offrirebbe al governo una finestra di 12 mesi a partire dall’approvazione della legge delega.
  • Infine, “entro ventiquattro mesi dall’entrata in vigore della legge” il governo avrà la possibilità di varare “uno o più decreti legislativi di potenziamento, riordino, armonizzazione e rafforzamento della disciplina inerente i congedi parentali, gli incentivi al lavoro femminile, le misure di sostegno alle famiglie per la formazione delle figlie e dei figli e per il conseguimento dell’autonomia finanziaria”, aveva sintetizzato una nota di Palazzo Chigi.