Falliti i colloqui su regole bancarie Ue. Osborne passa all’attacco

4 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – Nonostante 15 ore di trattative, i ministri dell’Economia europei non sono riusciti a trovare un accordo sui nuovi requisiti di capitale per le banche previsti da “Basilea 3“, l’insieme delle nuove regole per il sistema bancario. Tutto rimandato alla prossima riunione Ecofin del 15 maggio a Bruxelles.

Due le fazioni createsi. Da una parte – Francia e Germania in testa – si chiede che i parametri siano uguali per tutti, in una sorta di armonizzazione europea che veda una Autorita’ bancaria europea (Eba) con piu’ poteri di controllo. D’altra parte – guidano Gran Bretagna e Svezia – regole più rigide lasciate poi a discrezione dei singoli stati per la loro applicazione.

Altro punto poco chiaro è il cosiddetto “buffer”, il cuscinetto di capitale aggiuntivo. Le regole di Basilea 3 parlano del 2,5%, mentre GB e Svezia puntano a portarlo al 5%.

Divergenza di opinioni dunque, con il Cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, che accusa le controparti europee di voler alleggerire eccessivamente i nuovi regolamenti sul capitale delle banche europee. “Non sono pronto per sottostare a qualcosa che mi renderebbe un’idiota dopo appena cinque minuti”, ha detto Osborne, riferendosi alle possibili scappatoie che alcune banche potrebbero utilizzare per raggirare i nuovi requisiti di capitale richiesti.

Osborne pressa dunque per ottenere controlli e regolamentazioni più severe, perché quanto discusso ad oggi rischia solo di minare ulteriormente la credibilità dell’Europa e colpire Londra e il suo importante centro finanziario. Il Cancelliere cerca dunque di difendere la capitale inglese e il suo status nel mondo finanziario.

Il commissario europeo per il Mercato interno, Michel Barnier, ha accusato Osborne di voler cercare una proposta che lasciasse la Gran Bretagna libera di imporre regolamenti differenti sui requisiti di capitale delle banche, il tutto andando a svantaggio di altri istituti dell’Area. “Ci sono altri centri finanziari oltre Londra che meritano di essere considerati”, ha detto Barnier.

Il ministro dell’Economia della Danimarca, Margrethe Vestager, ha dichiarato di sperare e di attendersi un accordo già dal prossimo meeting del 15 maggio a Bruxelles. Resta adesso “una verifica tecnica sugli ultimi punti”.