Facebook multata per violazione della privacy

28 Novembre 2022, di Gianmarco Carriol

L’autorità irlandese per la tutela della privacy oggi ha comminato una multa di 265 milioni di euro (277 milioni di dollari) al gigante dei social media Facebook, portando il totale delle multe inflitte alla casa madre Meta a quasi 1 miliardo di euro.

La sanzione è il risultato di un’indagine, avviata nell’aprile 2021, relativa alla scoperta di un insieme di dati personali di Facebook resi disponibili online. A Facebook è stato inoltre ordinato di adottare una serie di misure correttive.

Si tratta della quarta multa che il Data Privacy Commissioner (DPC) irlandese ha comminato a una delle società di Meta. Il DPC è il principale regolatore della privacy di Meta all’interno dell’Unione Europea e ha in corso altre 13 indagini sul gruppo di social media.

A settembre l’organo di controllo ha comminato a Instagram una multa record di 405 milioni di euro. Multa che Meta intende impugnare.

Il DPC regolamenta Apple, Google, Tiktok e altri giganti della tecnologia a causa delle loro sedi europee in Irlanda. Attualmente ha aperte 40 indagini aperte su queste aziende, comprese le 13 che coinvolgono Meta.

L’ente irlandese ha dichiarato in un comunicato che le altre autorità di regolamentazione dell’Ue hanno concordato con la sua decisione, dopo aver condiviso con loro una bozza il mese scorso nell’ambito del sistema di regolamentazione delle grandi multinazionali “a sportello unico” del blocco. Un portavoce di Meta ha dichiarato in proposito a “Wall Street Italia”:

“Proteggere la privacy e la sicurezza dei dati delle persone è fondamentale per il nostro lavoro. Per questo motivo abbiamo collaborato attivamente con l’Autorità Garante irlandese (DPC – Data protection commission) su questa importante tematica. Nel periodo a cui si fa riferimento, abbiamo apportato modifiche ai nostri sistemi, tra cui l’eliminazione della possibilità di effettuare lo scraping delle nostre funzionalità utilizzando numeri di telefono. Lo scraping non autorizzato di dati è inaccettabile e contrario alle nostre regole; continueremo a collaborare con i nostri partner per affrontare questa sfida di settore. Stiamo esaminando attentamente questa decisione”.