Economia

Extraprofitti, Corrado Passera: «Attenzione a come si affrontano e cerchiamo di evitare il credit crunch»

Intervista esclusiva del nostro direttore, Leopoldo Gasbarro, a Corrado Passera.

Gli extraprofitti rappresentano un rischio di tensione sui bilanci delle banche e, a cascata, potrebbero innescare un effetto credit crunch. Una situazione tutta da definire, anche per i rapporti non certo idilliaci esistenti, ora, tra l’esecutivo e il sistema finanziario italiano.

Per comprendere meglio cosa sta accadendo e cosa potrebbe accadere, abbiamo chiesto a Corrado Passera, CEO di illimity, la sua opinione.

Da qualche tempo a questa parte si parla con troppa facilità di profitti giusti o profitti ingiusti e di interventi estemporanei sui cosiddetti extraprofitti.

Non metto naturalmente in discussione il potere del Parlamento di modificare le regole fiscali, ma che siano regole chiare e mai retroattive. In momenti difficili si possono, naturalmente, richiedere contributi di solidarietà a chi più ha, ma dobbiamo evitare di aumentare l’incertezza e l’instabilità che avvolgono la regolamentazione italiana soprattutto agli occhi degli investitori internazionali.

Ma, soprattutto, dobbiamo evitare che si crei una situazione di serio credit crunch. Già oggi l’andamento del credito alle PMI non è confortante e se si isolassero le imprese di minori dimensioni, l’andamento, temo, sarebbe molto negativo.

Il caso dell’intervento sui cosiddetti extraprofitti bancari è un caso di scuola: purtroppo al contrario, sia per il modo in cui è stato strutturato sia per il modo con cui è stato gestito.

Innanzitutto non è un intervento sui profitti, ma su una voce del conto economico delle banche, cioè il margine di interesse. L’obiettivo era forse quello di punire le banche che hanno aumentato lo spread senza adeguare la remunerazione dei loro depositi, ma sparando nel mucchio si va a punire banche che invece hanno ben remunerato i loro depositanti e i loro correntisti e hanno visto crescere il loro margine di interesse per aver aumentato i finanziamenti all’economia reale. illimity è una di queste con un aumento del credito alle PMI di oltre il 150% negli ultimi 24 mesi e di oltre il 50% negli ultimi 12.

Si è voluto creare un effetto sorpresa sul mercato che è il modo peggiore per annunciare un intervento del genere. Purtroppo si è visto cosa è successo in borsa il giorno dell’annuncio e il costo di quelle ore va ben oltre l’impatto sulle singole quotazioni. Per tutto il giorno si sono susseguiti annunci e interpretazioni diverse, i parametri della norma continuavano a cambiare con ipotesi di impatto, ad un certo punto addirittura drammatiche. Operatori di tutto il mondo non credevano ai loro occhi.

Ricordiamoci sempre che le imprese italiane operano in un contesto globale integrato e che, soprattutto quelle quotate, hanno investitori che le confrontano continuamente con quelle di altri Paesi.

Siccome i commenti governativi hanno sottolineato il valore etico della norma – colpire profitti “ingiusti” – tutti e non solo in Italia si sono chiesti: dopo l’energia e ora le banche e le compagnie aeree, quali saranno i prossimi settori che dovranno correggere i loro bilanci in corso d’opera?

Nessuno, credo, neghi che si siano create problematiche rilevanti che toccano famiglie e imprese in conseguenza del rapidissimo aumento dei tassi di mercato: ad esempio il gran numero di mutui alle famiglie ancora a tassi variabili dopo anni di tassi quasi a zero, situazione che non fa onore agli intermediari.

Certamente si ha la sensazione che non siano state ricercate le soluzioni più adatte ai singoli problemi, che non sia stato valutato l’impatto delle diverse misure alternative, che non siano state considerate soluzioni già sperimentate in altri paesi o in altre fasi storiche anche in Italia.

La priorità ora è ridurre la grave incertezza che si è creata rispondendo con precisione a domande altrettanto precise: come si intende correggere il provvedimento per evitare che abbia conseguenze gravi sul credito nei prossimi mesi ? Qualsiasi sia il provvedimento, come funzionerà esattamente anche dal punto di vista contabile ? Siamo sicuri che non sia anticostituzionale? Sarà un provvedimento una tantum o verrà prolungato nel tempo ? I profitti di quali altri settori verranno valutati in termini di loro “giustezza”?

Siamo in un momento di vero cumulo di incertezze che rischiano di paralizzare qualsiasi decisione: dalle prospettive economiche alla sostenibilità del welfare, dall’impatto delle tecnologie agli effetti del clima.

Compito di tutti – e prima di tutto della politica – deve essere quello di dare un quadro il più possibile certo a famiglie e imprese. E rendere attraente il nostro Paese agli investitori di tutto il mondo.