Evasione, Gucci sotto inchiesta: gola profonda è ex manager

8 Dicembre 2017, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Gucci finisce nei guai. Il brand di lusso controllato dal gruppo francese Kering sotto inchiesta per frode fiscale per circa 1 miliardo e 300 milioni di euro che sarebbe stati evasi a partire dal 2010. Indagati l’ex ad Patrizio Di e l’attuale amministratore Marco Bizzarri.

Lo schema prevedeva che lavoro, affari e vendite si svolgevano in Italia, ma formalmente la sede è all’estero, possibilmente dove le tasse pesano meno e per Gucci la scelta è caduta sulla vicina Svizzera. A spifferare i trucchi della casa di moda un ex manager, Carmine Rotondaro che in conflitto con la Kering avrebbe messo le Fiamme Gialle alle calcagna di Gucci. Rotondaro è finito per caso nelle attenzioni della Guardia di Finanza con il sospetto di insider trading su Italcementi, all’epoca della’nnuncio della fusione con Heidelberg nel 2015.

Rotandaro per Kering si occupa di pianificazione fiscale e in Italia il suo nome spunta in un’altra inchiesta, quella della procura di Firenze dove risulta indagato l imprenditore fiorentino, Luigi Dagostino per un giro di fatture false. Sotto la lente della Procura anche Remi Leonforte, altro manager del gruppo Kering a capo della Armea Immobiliare. Ma perché Rotandaro ha deciso di spiattellare alle Fiamme Gialle gli affari di Gucci?

Il motivo è la denuncia che Kering ha fatto nei confronti dell’ex manager per appropriazione indebita a Milano da cui nel gennaio precedente subì il sequestro dei primi 7 milioni di euro e di  immobili in varie località italiane.