Eurozona spaccata: si allarga gap tra Francia e Germania

22 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Si allarga il gap tra le due maggiori economie di Eurolandia: se da una parte, la Germania prosegue, nonostante qualche stop, a mostrarsi in buona salute; dall’altra la Francia continua a cedere il passo. L’ultima conferma è arrivata dalla diffusione dell’Indice composito Pmi di febbraio da cui è emerso che, mai come il mese in corso, il divario tra i due paesi era stato così ampio.

In contrasto con l’idea diffusa che per Eurolandia il peggio sia alle spalle, per le imprese d’Oltralpe febbraio è risultato il peggior mese da quattro anni. Le ultime notizie arrivate dall’indice PMI lasciano dunque pensare che il “contagio positivo” dai mercati finanziari all’economia reale di cui parlava il mese scorso il presidente della Bce Mario Draghi potrebbe richiedere molto tempo.

“Il miglioramento delle Borse non sarà sufficiente da solo per dare il via una ripresa economica”, ha detto Ben May di Capital Economics.

Non se la passa meglio l’Italia. Secondo la maggior parte degli osservatori, indipendentemente dalla forza politica che vincerà l’elezione, l’economia italiana continuerà inesorabilmente la sua fase di declino, poiché il prossimo governo non avrà comunque la forza per mettere in atto le riforme economiche necessarie per aumentare la competività del paese.

Merkel uscira’ in tutti i modi sconfitta dal voto, e non si parla delle elezioni che si terranno in autunno in Germania, bensi’ a quelle del 24-25 febbraio. Come sottolinea Anatole Kaletsky, un analista della societa’ di consulenza GaveKal in un articolo sul Wall Street Journal, la Cancelliera “ha espresso il suo entusiasmo per le politiche e per la sua ammirazione per Monti, almeno allo stesso livello in cui si lamentava e dimostrava di non apprezzare Berlusconi”.

“Se Monti verra’ umiliato domenica (la sua alleanza e’ data al 10% circa), le elezioni verranno viste come una sconfitta pericolosa per l’intero establishment dell’Unione Europea e per l’approccio di Berlino alla crisi dell’euro”.

Le elezioni italiane potrebbero essere piu’ distruttive per l’Europa che per l’Italia stessa, sostiene l’analista. Roma potrebbe decidere di averne abbastanza con le riforme strutturali di bilancio, del sistema pensionistico e del mercato del lavoro. Vendola, il leader del secondo partito piu’ forte della coalizione di centro sinistra, la favorita ad assicurarsi il vantaggio – almeno alla Camera – alle prossime elezioni, ha gia’ promesso che l’Italia “dovra’ rinegoziare il Fiscal Compact“.

Se cosi’ fosse, Merkel avrebbe un dilemma infinito: se sostenere a priori l’esecutivo di Roma o permettere invece la rottura dell’euro, una scelta che non farebbe dormire la notte le autorita’ europee e tedesche. La Cancelliera rischia di essere la sola e vera perdente, insieme a Rompuy e Barroso, della partita che si svolgera’ domenica e lunedi’.