Eurozona, crescita settore privato ai massimi di 4 anni

24 Marzo 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Il settore privato dell’area euro ha registato un’espansione che non si vedeva da maggio 2011. Gli economisti hanno saluto con favore la notizia.

Secondo Mohammed El-Erian, Chief Economic Adviser di Allianz, i dati sono “decenti” e insieme a quelli positivi pubblicati antecedentemente in Germania segnalano come l’indebolimento costante dei prezzi del petrolio e dell’euro, a cui va aggiunto il piano di allentamento straordinario di Quantitative Easing della Bce, stiano aiutando.

Le aziende private hanno registrato una crescita delle attività migliore delle attese in marzo. Il risultato di 54,1 è un bel balzo dai 53,6 di febbraio ed è di molto superiore alle previsioni della vigilia. In netta ripresa il settore terziario.

L’area a 19 nel suo complesso ha visto un buon incremento degli ordini all’industria e della creazione di posti di lavoro, entrambi dati che non si vedevano da metà 2007.

L’economia dell’Eurozona sta dimostrando di aver accelerato nel mese in corso e la crescita dovrebbe essere alimentata nei prossimi mesi dal programma straordinario di Mario Draghi.

Chris Williamson, chief economist di Markit, ha osservato che le pressioni al ribasso sul fronte dei prezzi al consumo si sono attenuate in marzo e che l’area euro finirà per evitare di finire in una spirale deflativa.

“La ripresa dell’economia ha preso ulteriore slancio in marzo, con il PMI che è salito ai massimi di quasi quattro anni. I miglioramenti sono una buona notizia per una regione che aspetta ancora di vedere se il programma di quantitative easing della Bce sta effettivamento alimentando l’attività economica”.

A giudicare dal Pmi manifatturiero tedesco, che ha fatto meglio delle stime in marzo, così sembra. Gli ultimi numeri di Markit mostrano come in Germania il settore privato stia crescendo al ritmo più accentuato degli ultimi otto mesi.

Il PMI composito è aumentato a 55,3 punti dai 53,8 di febbraio, per il 23esimo mese consecutivo di incrementi. Le attese erano in media per un risultato pari a 55.

L’attività manifatturiera e quella relativa al terziario sono entrambe cresciute a un tasso più sostenuto.

La Germania sta “rientrando nella corsia di sorpasso”, ha osservato l’economista di Markit Oliver Kolodseike.

Le speranze di ripresa dell’economia francese escono invece completamente ridimensionate dagli ultimi dati macro. Il bilancio mensile dell’attività manifatturiera è negativo. La crescita nel settore privato ha accusato infatti un rallentamento in marzo.

L’indice composito PMI è sceso in area 51,7, in calo dal 52,2 di febbraio. Una lettura superiore a 50 punti implica una fase di espansione dell’attività.
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La fase di espansione del settore dei servizi è in frenata, mentre la produzione industriale ha continuato a scendere.

I dati implicano una crescita modesta del Pil nel trimestre.

Sul mercato l’euro si è rafforzato in seguito alle notizie macro. Al momento guadagna mezzo punto percentuale sul dollaro Usa.

(DaC)