Europa: Spazio, Thales e Finmeccanica più vicine

21 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

Fra il gruppo francese Thales e Finmeccanica esistono “evidenti sinergie” nel settore spaziale, secondo il presidente del gruppo elettronico europeo Denis Ranque. In una conferenza stampa al salone aeronautico parigino Ranque ha anche detto di essere pronto ad approfondire la sua collaborazione con il gruppo italiano in questo settore, a condizione di poter contare sul sostegno politico.
Nella stessa conferenza stampa il numero uno di Finmeccanica, Pier Francesco Guarguaglini, si è dichiarato favorevole a una integrazione globale tra i due gruppi che hanno già tre joint venture. “Io e Denis lavoriamo assieme, ma c’è ancora molta strada da fare. Abbiamo iniziato a lavorare assieme su un’alleanza globale due anni e mezzo fa, ma per ragioni politiche ci siamo fermati, c’è stato uno stop. I colloqui proseguono su tutto”, ha detto.
Ad aprile Ranque ha escluso sul Financial Times una fusione tra i settori della elettronica per la difesa dei due gruppi, aggiungendo però di essere favorevole a un aumento della cooperazione con Finmeccanica. Dopo le frenate dei mesi scorsi, alla conferenza stampa di ieri si è notata una maggiore disponibilità a una trattativa globale nell’elettronica per la difesa fra i due gruppi per costruire un gruppo europeo in grado di competere nel settore a livello mondiale, soprattutto da parte francese, anche se entrambi i partner accusano il mondo politico di avere finora posto ostacoli.
Ranque dice che, “per andare avanti, occorre avere un chiaro sostegno politico nella difesa”. Sempre presidente del gruppo elettronico francese sottolinea che fra Thales e Finmeccanica c’è una lunga storia di buona collaborazione”, poi si focalizza soprattutto sulle recenti alleanze nello spazio (con l’acquisizione delle attività di Alcatel e le preesistenti joint venture con Alenia Spazio), dicendo che “per Thales rientrare nel settore dei satelliti è molto importante”.
Entrambi i presidenti si sono detti favorevoli al nuovo sviluppo della galassia di satelliti per Galileo, il sistema di navigazione satellitare europeo e Ranque ha aggiunto che è importante poter affrontare la sfida globale sui satelliti da parte dell’Europa con gli Stati Uniti sui nuovi mercati di India, Cina e Russia. Ma, secondo quanto dice all’agenzia Reuters una fonte dell’azienda italiana, le distanze fra i due gruppi restano: “Noi parliamo di strategie, loro di piattaforme e programmi specifici. Non c’è ancora una identità d’onda”.
Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, in una conferenza stampa sulla sicurezza energetica con il vice premier russo, Dmitry Medvedev, spiega che non c’è in corso alcun contatto tra il Governo italiano e quello parigino per un approfondimento dei rapporti tra Finmeccanica e il gruppo francese Thales. “No, non c’è in corso niente”, ha detto Bersani.
Sempre sul fronte spaziale, l’Agenzia spaziale italiana (Asi) ha affidato all’Elv (società al 70 per cento di Avio, partecipata di Finmeccanica e al 30 per cento dell’Asi stessa) il contratto per l’avvio della seconda fase di definizione del programma Lyra sulle evoluzioni del lanciatore europeo Vega. Lo hanno annunciato Avio e l’Asi nel corso dell’Airshow parigino di Le Bourget. Il valore del contratto è di oltre 35 milioni.
Intanto Atr, joint venture paritetica fra Eads e Alenia Aeronautica (gruppo Finmeccanica), ha annunciato ieri un ordine di tredici aerei da trasporto regionale Atr 72-500 da parte della compagnia aerea indiana Jet Airways. L’annuncio è stato fatto sempre nel corso dell’airshow parigino di Le Bourget. Con gli annunci di ieri, gli ordini di Atr dall’inizio dell’anno salgono così a 66.
Infine AgustaWestland, società sempre del gruppo Finmeccanica, ha annunciato la firma di un contratto per la vendita all’americana Aero Toy Store di dodici elicotteri. Secondo una fonte della compagnia, il contratto ha un valore compreso fra i 70 e gli 80 milioni di dollari, “dipenderà dall’allestimento finale di ogni macchina”. L’ordine comprende quattro Aw 119, quattro Grand e quattro AW 139. Due giorni fa è stata annunciata la vendita di un Grand alla danese Avion Aps. L’azienda ha annunciato una previsione di introiti al 2010 di 3,392 miliardi di euro raggiungibili per il 60 per cento dal militare (32 per cento Regno Unito, 8 per cento Italia, 20 per cento resto del mondo, compresi gli Usa) e per il 40 per cento dal civile (di questa parte ben il 52 per cento è dato dalle vendite dell’Aw 139).