Europa: Berlino non acquisterà quota Eads

24 Novembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il Governo tedesco non intende acquistare una quota di Eads attraverso la banca pubblica Kfw o altre istituzioni. Lo riferisce un alto funzionario dell’Esecutivo di Berlino. “Non è previsto l’acquisto di una partecipazione in Eads attraverso Kfw o istituzioni simili”, afferma il funzionario. Il Governo sta ragionando su come salvaguardare la presenza tedesca in Eads, se DaimlerChrysler dovesse ridurre il suo 22,5 per cento. Nell’ambito del piano discusso dal Governo, DaimlerChrysler manterrebbe i suoi diritti di voto, spiega il funzionario. Si stanno ancora studiando i dettagli dell’operazione.
Il cancelliere, Angela Merkel, dichiara che Berlino vuole che, nell’azionariato del gruppo, Germania e Francia rimangano in posizione di parità. L’Esecutivo tedesco teme che una riduzione della quota di DaimlerChrysler, in un momento in cui Airbus sta andando verso una politica di contenimento dei costi, porti a forti tagli occupazionali in Germania.
Intanto a Parigi si apre un fronte giudiziario che potrebbe coinvolgere alcuni dirigenti del gruppo. Il pubblico ministero francese inizia un’indagine preliminare su presunte attività di insider trading sulle azioni Eads, sottolinea una fonte giudiziaria. La fonte conferma un’articolo del quotidiano l’Est Republicain, secondo cui il pubblico ministero inizia un’indagine preliminare su presunto insider trading e presunta diffusione di false informazioni su Eads. Secondo il giornale, l’inchiesta inizia dopo che un piccolo azionista di Eads lamenta operazioni speculative sul titolo da parte di alcuni manager del gruppo. Una notizia di quel tipo innesca generalmente un’indagine preliminare. Non è possibile avere un commento immediato da parte di Eads.
La magistratura francese decide di vederci più chiaro, in particolare, nella vendita di azioni e stock options da parte di azionisti e dirigenti di Eads poco prima che Airbus annunciasse un nuovo ritardo delle consegne del superjumbo. La Procura di Parigi infatti conferma di aver aperto ieri un’inchiesta contro ignoti prima di venire a conoscenza delle conclusioni del rapporto del gendarme dei mercati finanziari Amf. Nel mirino della magistratura vi sarebbero non solo alcuni dirigenti di Eads, ma anche i suoi azionisti industriali Lagardere e DaimlerChrysler, che riducono nella primavera le loro partecipazioni proprio mentre si profilano difficoltà per il programma del superjumbo.
A causa della vendita di un pacchetto di stock-options che gli frutta 2,5 miliardi di plusvalenza il co-presidente esecutivo di Eads ed ex capo di Airbus, Noel Forgeard, viene costretto alle dimissioni. L’annuncio del nuovo rinvio delle consegne del superjumbo, provocato da problemi di ordine industriale, provoca anche a metà giugno un crollo delle azioni della casa madre di Airbus.
Intanto il co-presidente di Eads, Manfred Bischoff, potrebbe lasciare la compagnia aereospaziale nel 2007, se diventerà presidente del gruppo automobilistico tedesco DaimlerChrysler. Lo rivelano fonti ben informate, secondo le quali Bischoff ha buone probabilità di succedere a Hilmar Kopper alla testa di DaimlerChrysler e non potrebbe conservare il suo attuale posto, perché il gruppo automobilistico è uno dei principali azionisti di Eads. DaimlerChrysler deciderà il nuovo presidente all’assemblea soci del prossimo 4 aprile. Secondo le fonti il più probabile successore di Bischoff in Eads sarebbe Ruediger Grube, attuale capo per lo sviluppo di DaimlerChrysler. Come detto, il gruppo automobilistico ha una partecipazione del 22,5 per cento in Eads e già annuncia la sua intenzione di tagliarla al 15 per cento. La quota del 7,5 per cento immessa sul mercato dovrebbe finire a un consorzio di investitori, in cui sono presenti Deutsche Bank e Commerzbank, e restare così sostanzialmente in mano tedesca.