Eurogruppo, sul tavolo l’utilizzo del MES

24 Marzo 2020, di Mariangela Tessa

Continuano a Bruxelles le trattative a distanza per trovare, in vista dell’Eurogruppo  (riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze dei 19 Stati dell’unione monetaria), uno strumento che consenta agli Stati membri  di affrontare adeguatamente le conseguenze della pandemia di Covid-19, sia sul piano sanitario che su quello economico.

Uno strumento che si aggiunga alle misure annunciate dalla Commissione Europea (sospensione degli obblighi di bilancio, allentamento delle regole sugli aiuti di Stato, ricorso al bilancio Ue) e al Qe da 750 mld annunciato dalla Bce.

Sul tavolo c’è il possibile utilizzo del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), il cosiddetto fondo salva Stati. L’Italia è favorevole all’utilizzo delle risorse del Mes, ma senza condizionalità che possa limitare l’autonomia degli stati dell’eurozona a livello nazionale.

Lo riferisce una fonte governativa a Reuters in vista dell’Eurogruppo che oggi discuterà le proposte della Commissione europea su come impegnare le risorse del fondo.

“L’Italia è per l’uso di tutti gli strumenti disponibili a livello europeo, comprese le risorse del Mes o le risorse raccolte attraverso l’emissione di Eurobond o coronavirus bond, senza alcuna condizionalità se non il loro uso per gestire l’emergenza Coronavirus”, ha detto la fonte.

Su questo fronte i Paesi nordici, Olanda in testa, sembrano determinati a non cedere, malgrado l’Ue stia affrontando la più grave crisi sanitaria del Dopoguerra.
Il ministero delle Finanze olandese ha diffuso una nota in cui si ribadisce che L’Aja “è impegnata ad assicurare che un’appropriata forma di condizionalità sia osservata per ciascuno strumento, come richiesto anche dal trattato sul Mes in vigore”.

Italia, Francia e Spagna sono contrarie alla condizionalità: come ha detto il vicepresidente del Ppe Antonio Tajani, con la pandemia che infuria in tutta Europa, “ci manca solo la Troika“.

Secondo Goldman Sachs, si rischia una recessione ancora peggiore di quella del 2009. Per la banca d’affari Usa, “con la chiusura e il distanziamento sociale che diventano pervasivi, il Pil reale delle economie avanzate è previsto in forte contrazione nel secondo trimestre, incluso un calo del 24% negli Usa, che sarebbe 2,5 volte più grande rispetto al precedente record postbellico”.

Ieri intanto i ministri finanziari dell’Unione europea hanno dato il via libera alla sospensione di fatto delle regole del patto di stabilità.

“La severa recessione attesa quest’anno richiede una risposta risoluta, ambiziosa e coordinata. Dobbiamo agire con decisione, per assicurare che lo shock resti il più breve e limitato possibile, e non crei danni permanenti alle nostre economie e quindi alla sostenibilità delle finanze pubbliche nel medio termine”, scrive l’Ecofin nel comunicato finale..