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Euro forte: Natale a New York con sconti del 10%

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ROMA (WSI) – Natale e Capodanno a New York con uno sconto del 10%. E’ questo l’effetto più positivo per il turista che pensa di passare le vacanze invernali Oltreoceano avvantaggiandosi del’euro forte. La moneta unica ha toccato i massimi sul biglietto verde, scambiata a 1,38 dollari e qualche pensiero speculativo si può fare.

Poche speranze invece, salvo il meccanismo last minute, per il ponte dei Santi o dell’Immacolata, qui i pacchetti che sono già stati chiusi non sono modificabili. In quest’ultimo caso – spiega Fortunato Giovannoni presidente della Fiavet, (associazione delle imprese Viaggi e Turismo) – sarà l’operatore ad avvantaggiarsi dell’oscillazione valutaria. L’euro forte, invece, penalizza il made in Italy, frenando le esportazioni.

SHOPPING MADE IN USA – Un euro forte sul biglietto verde offre un doppio vantaggio a chi andrà negli Stati Uniti: un risparmio sul pacchetto di viaggio e poi, una volta negli Stati Uniti prezzi generalmente più bassi rispetto all’Italia.

Insomma sulla Quinta Strada forse si potrà godere di un po’ più di potere d’acquisto che non su Monte Napoleone o su Via Condotti. Ma anche chi resta in Italia può avere qualche vantaggio. Chi sa fare bene shopping si è già accorto che prodotti made in Usa offrono in media prezzi leggermente inferiori e qualità migliori da quelli europei e italiani, è il caso di ricordarsene quando si faranno le spese per Natale.

E’ comunque bene sapere che il primo ad avvantaggiarsi dei guadagni sulle oscillazioni delle valute sono gli operatori e solo alla fine i consumatori. Il caso più evidente è la benzina.

BENZINA MENO CARA, SI SPERA – Il prezzo della verde è direttamente dipendente dal prezzo del petrolio che a sua volta è scambiato in dollari. Un dollaro debole fa da calmiere sul prezzo del petrolio e quindi dovrebbe determinare un raffreddamento del prezzo della benzina. Ma ad influire sul prezzo del ”barile” sono anche molte altre componenti.

BENE IMPORT DA USA, NONOSTANTE CRISI CONSUMI – Andando sull’interscambio Italia-Usa, un dollaro debole agevola le importazioni dagli Stati Uniti e infatti nel settembre 2013 queste hanno registrato un +8,4%, dato ancor più significativo se si tiene conto della generale contrazione di consumi in Italia. Ovviamente a beneficiarne sono soprattutto i beni di elettronica di consumo.

MADE IN ITALY PENALIZZATO: Non riguarda il consumatore italiano, ma certo le imprese. L’aumento del valore dell’euro rende più costoso l’acquisto di beni dall’Italia. Questo penalizza il made in Italy. E non e’ un bene, visto il momento gia’ molto difficile della congiuntura.

INVESTIRE IN TITOLI IN DOLLARI E IN CASE – Un dollaro debole offre anche ”una finestra di opportunità” per chi vuole investire in titoli o asset espressi in dollari. E’ l’opinione di Roberto Mialich, Forex Strategist di UniCredit, ma avverte ”bisogna avere una buona propensione al rischio”.

In questo caso si investe puntando su un futuro rafforzamento del biglietto verde magari determinato dall’abbassamento dei tassi sull’euro, sempre dietro l’angolo di Kaiserstrasse, e dalla fine delle incertezze sul bilancio Usa. Obbligazioni, azioni, titoli in dollari basta chiedere consiglio in banca, valutare attentamente e, magari, incrociare le dita. Oppure c’e’ sempre il solito vecchio mattone. Ma bisogna fare in fretta perchè, dopo la crisi dei mutui subprime, il prezzo delle case negli Stati Uniti sta riprendendo respiro. (ANSA)