Borse, euforia strategist ai massimi da 13 anni: segnale contrarian?

4 Maggio 2021, di Alberto Battaglia

Per le borse internazionali è un momento d’oro. L’indice S&P 500, da inizio anno al 3 maggio, ha guadagnato l’11,73%, con una performance che negli ultimi 12 mesi è arrivata al 47,62%. I timori delle ripercussioni economiche legate al Covid-19 hanno avuto vita breve, almeno sui mercati azionari, che hanno prezzato con crescente convinzione la prospettiva di un recupero economico rapido e su una piena sconfitta della pandemia. Alle valutazioni attuali, c’è forse il rischio che gli entusiasmi si siano spinti troppo oltre?

E’ la domanda alla quale hanno cercato risposta gli analisti di Bank of America Global Research, in un rapporto pubblicato il 3 maggio e intitolato, per l’appunto, “Marciando verso l’euforia”. Un atteggiamento che viene riassunto dal cosiddetto Sell Side Indicator, che rappresenta l’allocazione azionaria suggerita dagli strategist sell-side (quella parte del mercato che si occupa della vendita dei prodotti finanziari al pubblico): l’indicatore, con un incremento dal 59,4 al 59,8% nell’ultimo mese si è portato ai massimi degli ultimi 13 anni.

Borse, troppa euforia, è un segnale contrarian?

Secondo gli analisti di Bofa il Sell Side Indicator costituisce un valido indicatore contrarian: laddove un’allocazione azionaria particolarmente “sponsorizzata” dagli strategist aprirebbe, viceversa, delle opportunità per alleggerire proprio il portafoglio azionario. L’ultima volta che il Sell Side Indicator si era spinto ai livelli attuali era il maggio 2007, pochi mesi prima del crash di Wall Street.

“Il sentiment sempre più euforico è un fattore trainante della nostra prospettiva più cauta poiché riteniamo che la distribuzione del vaccino, la riapertura economica, gli stimoli e così via siano tutti elementi ampiamente prezzati” sui mercati, hanno scritto gli analisti.

Sul versante opposto, quello delle famiglie americane, l’allocazione di portafoglio non è mai stata tanto sbilanciata sull’azionario: l’esposizione sarebbe arrivata al 41% ad aprile, secondo quanto affermato dal Wsj sulla base dei dati JP Morgan e Fed.

L’entusiasmo di famiglie e analisti per le borse indica forse che è il momento di vendere? Gli analisti di BofA non si spingono ad affermarlo; ma notano che il mercato non è riuscito a sperimentare nemmeno un calo nell’ordine del 5% negli ultimi sei mesi. E’ strano perché solitamente ciò si verifica almeno tre volte l’anno, in media. E ancora: da 14 mesi non si verifica un calo pari almeno al 10%, eventualità che solitamente avviene almeno una volta all’anno.