Investimenti

ETF in forte crescita: nel secondo trimestre raccolta per 114 miliardi di euro in Europa

Il mercato europeo degli ETF continua a registrare numeri da record, confermando il crescente interesse degli investitori verso gli strumenti di gestione passiva. A evidenziarlo è l’ultimo report di Amundi, secondo cui nel secondo trimestre del 2026 gli ETF UCITS domiciliati in Europa hanno raccolto 113,6 miliardi di euro, con un incremento dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il dato rappresenta anche un miglioramento rispetto ai 105,8 miliardi di euro registrati nel primo trimestre dell’anno e segnala un rapido ritorno della fiducia sui mercati dopo la fase di volatilità che, a marzo, aveva accompagnato lo scoppio della guerra in Medio Oriente.

ETF: a giugno accelera la raccolta

L’andamento trimestrale è stato sostenuto soprattutto dal mese di giugno, quando gli afflussi netti hanno raggiunto 40,5 miliardi di euro. Il risultato supera i 36,2 miliardi registrati ad aprile e i 36,9 miliardi di maggio, confermando un’accelerazione della domanda di ETF nella parte finale del trimestre. Secondo l’analisi di Amundi, gli investitori hanno modificato in modo significativo la composizione dei portafogli, orientandosi verso alcune aree geografiche e settori considerati più interessanti nello scenario attuale.

La componente azionaria continua a rappresentare il principale motore della raccolta. Nel secondo trimestre gli ETF azionari hanno infatti registrato afflussi netti per 83,9 miliardi di euro, un dato sostanzialmente in linea con il trimestre precedente ma quasi doppio rispetto ai 45,1 miliardi dello stesso periodo del 2025. Tra le diverse aree geografiche emerge il ritorno dell’interesse verso gli Stati Uniti. Gli ETF focalizzati sul mercato azionario americano hanno raccolto 26 miliardi di euro, in netto aumento rispetto agli 8,2 miliardi del primo trimestre. L’allocazione più rilevante è arrivata tuttavia dagli ETF azionari globali “All Country World”, che hanno attirato circa 34,3 miliardi di euro, confermandosi la scelta privilegiata per chi punta su una maggiore diversificazione internazionale.

Più contenuti, invece, gli investimenti destinati ai mercati emergenti, mentre gli ETF azionari europei hanno registrato deflussi nel corso del trimestre.

Tecnologia e industria guidano i flussi settoriali

Anche a livello settoriale si osserva una netta rotazione degli investimenti. Il comparto tecnologico è stato il principale beneficiario della raccolta, con 5,5 miliardi di euro di nuovi capitali. Bene anche il settore industriale, che ha attirato 2,7 miliardi di euro. Al contrario, gli investitori hanno mostrato un interesse più limitato per i comparti tradizionalmente difensivi, come utilities e sanità, che hanno registrato una domanda meno sostenuta.

Oltre all’azionario, anche gli ETF obbligazionari hanno evidenziato un’accelerazione. Nel secondo trimestre il reddito fisso ha raccolto 29,5 miliardi di euro, in aumento sia rispetto ai 19,5 miliardi del primo trimestre sia ai 18,3 miliardi registrati nello stesso periodo dello scorso anno. Le preferenze degli investitori si sono concentrate soprattutto sui titoli di Stato, che hanno attirato 11,5 miliardi di euro di nuovi capitali. Parallelamente è aumentato anche l’interesse per il credito societario investment grade. Gli ETF dedicati alle obbligazioni corporate di elevata qualità creditizia hanno infatti registrato afflussi pari a 6,9 miliardi di euro, contro gli 1,8 miliardi del trimestre precedente.

Strategie diverse tra Europa e Stati Uniti

Nel comparto del debito pubblico emergono comportamenti differenti tra Europa e Stati Uniti. Per quanto riguarda il debito sovrano europeo, gli investitori hanno privilegiato esposizioni distribuite lungo tutte le scadenze, con afflussi pari a 3,2 miliardi di euro. Al contrario, è diminuito l’interesse verso gli strumenti a brevissimo termine, che hanno registrato deflussi dopo la raccolta positiva del primo trimestre. Negli Stati Uniti la situazione è diversa. Qui gli investitori continuano a preferire ETF con duration ultra-short, che nel trimestre hanno raccolto 1,9 miliardi di euro. Una scelta che riflette la prudenza dei mercati nei confronti dell’evoluzione della politica monetaria della Federal Reserve e delle prospettive dell’inflazione americana.

ESG, raccolta ai massimi

Continua anche la crescita degli investimenti sostenibili. Nel primo semestre del 2026 gli ETF ESG hanno registrato una raccolta record pari a quasi 43 miliardi di euro, oltre tre volte superiore rispetto ai livelli del primo semestre del 2025. Sia nel primo sia nel secondo trimestre gli afflussi hanno superato i 21 miliardi di euro, confermando il consolidamento dell’interesse verso le strategie che integrano criteri ambientali, sociali e di governance. Nel secondo trimestre circa due terzi della raccolta ESG è confluita negli ETF azionari, mentre la restante parte ha riguardato il comparto obbligazionario.

I dati del secondo trimestre confermano come gli ETF stiano assumendo un ruolo sempre più importante nelle strategie di investimento degli operatori europei. La crescita della raccolta, la forte domanda di esposizioni globali e statunitensi, il ritorno dell’interesse per il reddito fisso e il continuo sviluppo degli strumenti ESG evidenziano un mercato in espansione, capace di adattarsi rapidamente ai cambiamenti dello scenario economico e finanziario. Dopo aver superato la fase di volatilità che aveva caratterizzato i primi mesi dell’anno, gli investitori sembrano aver ritrovato fiducia, privilegiando strumenti efficienti, diversificati e con costi contenuti. Un trend che conferma gli ETF come uno dei segmenti più dinamici dell’industria del risparmio gestito europea.