Fonte: BlackRock
La seconda parte dell’anno si apre con un quesito centrale per gli investitori: l’intelligenza artificiale sarà davvero in grado di cambiare il sentiero di crescita dell’economia globale o si limiterà a essere una delle tante innovazioni tecnologiche assorbite dal sistema senza modificarne in modo strutturale il potenziale? È da questa domanda che parte la lettura di Bruno Rovelli, Managing Director e Chief Investment Strategist di BlackRock Italia, intervenuto oggi nella sede milanese del gruppo per illustrare la view della casa sui mercati. Il punto di partenza è la contrapposizione tra scarsità e abbondanza, tema centrale del Midyear Global Outlook 2026 di BlackRock.
“Se guardiamo alla crescita del Pil pro capite negli Stati Uniti dal 1870 a oggi, vediamo un sentiero relativamente stabile, intorno al 2% annuo – ha spiegato Rovelli – La domanda è se l’AI sia semplicemente una delle tante innovazioni tecnologiche degli ultimi 150 anni oppure se abbia caratteristiche strutturalmente diverse. La nostra impressione è che possa effettivamente aprire un ciclo di innovazione accelerata”.
- AI, la promessa di una crescita più alta
- La “scarsità rotatoria” che muove i mercati
- Azioni ancora preferite, ma con più selettività
- Reddito fisso: non basta più diversificare
- Infrastrutture, il tema multi-asset
- Private credit: rischi nelle microcap, ma niente allarme sistemico
- Europa neutrale, ma con occasioni nei finanziari
- Una seconda parte dell’anno guidata dalla dispersione
AI, la promessa di una crescita più alta
Secondo BlackRock, l’elemento distintivo dell’intelligenza artificiale non è solo la capacità di automatizzare processi già esistenti, ma il potenziale di accelerare il processo stesso dell’innovazione. In altre parole, modelli sempre più evoluti potrebbero contribuire a generare, testare e migliorare nuove idee, con effetti sulla produttività, sulla ricerca scientifica, sulla sanità, sull’industria e sulla manifattura. “L’AI può aprire un ciclo di innovazione accelerata, legato al miglioramento esponenziale delle capacità cognitive dei modelli”, ha osservato Rovelli. “Questo significa che esiste il potenziale per una crescita del Pil pro capite superiore a quel 2% che ha rappresentato una sorta di limite storico”.
Il punto, però, è che questa eventuale fase di abbondanza non è immediata. Prima bisogna costruire l’architettura che permetta all’AI di funzionare su larga scala: data center, chip, memoria, reti elettriche, energia, infrastrutture digitali, capitale e competenze. “Per arrivare a questa accelerazione della crescita economica dobbiamo passare attraverso la fase di costruzione dell’architettura”, ha sottolineato Rovelli. “E questa fase è caratterizzata più da un tema di scarsità che da un tema di abbondanza”.
La “scarsità rotatoria” che muove i mercati
Il concetto chiave della view di BlackRock è che la scarsità non riguarda un solo settore e non resta ferma nello stesso punto della filiera. Si sposta. Prima può colpire le GPU, poi le memorie, poi l’energia, poi le reti, poi le materie prime o la capacità di finanziamento. “Prima di arrivare all’abbondanza bisogna passare dalla scarsità”, ha detto Rovelli. “Ma questa scarsità non è fissa: ha caratteristiche rotatorie. In diversi momenti coinvolge pezzi diversi dell’ecosistema economico”.
Questa dinamica è amplificata dalla frammentazione geopolitica. Per anni, ha ricordato il manager di BlackRock, il mondo ha vissuto in un contesto in cui beni, servizi, capitali e persone si muovevano con grande libertà. Oggi non è più così. La ricerca di sicurezza, resilienza e sovranità porta governi e imprese a duplicare catene produttive, ridisegnare forniture e investire in infrastrutture considerate strategiche. Il risultato è un mondo meno efficiente, ma più orientato alla sicurezza. E questo, per i mercati, significa costi più alti, colli di bottiglia più frequenti e maggiore dispersione tra vincitori e perdenti.
Azioni ancora preferite, ma con più selettività
Sul piano degli investimenti, BlackRock mantiene una lettura ancora favorevole all’azionario rispetto all’obbligazionario, pur con alcune correzioni tattiche.
“Per lungo tempo la nostra idea è stata che le azioni fossero meglio delle obbligazioni, che le azioni fossero meglio del credito e che il credito fosse meglio delle obbligazioni governative”, ha spiegato l’esperto. “Continuiamo in larga parte a mantenere questa impostazione”. La preferenza per gli Stati Uniti resta legata alla leadership tecnologica e al ruolo centrale delle società americane nell’ecosistema dell’AI. Tuttavia, dopo la forte performance dei mercati emergenti, BlackRock ha deciso di prendere profitto su parte dell’esposizione, mantenendo invece una view più costruttiva sull’America Latina.
“Rimaniamo positivi sull’America Latina”, ha detto Rovelli. “È un’area interessante per valutazioni, per alcuni sviluppi politici più business friendly e soprattutto perché è ben posizionata in un mondo geopoliticamente frammentato, dove l’accesso alle materie prime diventa cruciale”. L’America Latina, nella lettura di BlackRock, può beneficiare della domanda di risorse legate al ciclo di investimento dell’AI e più in generale alla necessità di mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento.
Reddito fisso: non basta più diversificare
Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il ruolo delle obbligazioni in portafoglio. Nel vecchio regime, con correlazione negativa tra azioni e bond, il reddito fisso serviva soprattutto a diversificare il rischio azionario. Oggi, con correlazioni più instabili e spesso positive, questa funzione è meno automatica. “In un mondo in cui la correlazione tra azioni e obbligazioni diventa positiva, il mondo obbligazionario perde parte della sua capacità di diversificare il rischio azionario”, ha spiegato Rovelli. “A quel punto deve guadagnarsi il suo ruolo in portafoglio”.
Per BlackRock, questo significa puntare sul cosiddetto reddito durevole: non semplicemente duration lunga, ma strumenti capaci di offrire rendimento interessante rispetto a inflazione e volatilità. Da qui la preferenza per alcune parti del credito, per le scadenze più brevi e per il debito emergente, rispetto ai governativi a lunga scadenza. “Se l’obiettivo della parte obbligazionaria è generare rendimento aggiustato per la volatilità, allora il portafoglio non può essere costruito come nel vecchio mondo in cui i bond servivano soprattutto come hedge”, ha osservato Rovelli.
Infrastrutture, il tema multi-asset
L’altro grande messaggio riguarda la necessità di andare oltre le tradizionali etichette di asset class. Per Rovelli, categorie come growth, value, infrastrutture, credito o tecnologia rischiano di dire sempre meno se non si guarda a cosa c’è davvero dentro gli indici.
“Le etichette delle asset class possono non riflettere in modo completo la dinamica economica sottostante”, ha spiegato. “Un esempio è il value globale, la cui performance recente è stata guidata in larga parte da titoli legati alle memorie, quindi da un segmento molto specifico della tecnologia”.
Il caso più importante, però, è quello delle infrastrutture. Secondo BlackRock, gli indici azionari e obbligazionari globali offrono oggi un’esposizione infrastrutturale implicita intorno al 5%, ma il peso effettivo che questo tema dovrebbe avere nei portafogli potrebbe essere molto più alto.
“Le infrastrutture sono un tema molto rilevante, non solo legato all’AI”, ha detto Rovelli. “Riguardano l’intelligenza artificiale, la duplicazione delle catene produttive, la sicurezza energetica e anche la difesa. Tutti stanno cercando di costruire qualcosa”.
In un portafoglio liquido, secondo la lettura illustrata da BlackRock, l’esposizione alle infrastrutture potrebbe salire fino a circa il 10%. Accettando una quota di illiquidità e quindi aprendo ai private markets, il peso potrebbe arrivare anche tra il 15% e il 20%.
Private credit: rischi nelle microcap, ma niente allarme sistemico
Rovelli ha affrontato anche il tema del private credit, finito spesso sotto osservazione negli ultimi mesi. La posizione di BlackRock è prudente ma non allarmistica.
“La nostra sensazione è che non ci sia un tema sistemico”, ha spiegato. “Il private credit è uno dei modi attraverso cui il credito arriva all’economia, non diverso concettualmente dal credito bancario o dalle emissioni obbligazionarie”.
I problemi, secondo Rovelli, sono più concentrati in alcune aree specifiche, in particolare tra le microcap, dove la crescita degli utili appare più fragile. Ma lo stato di salute complessivo di famiglie e imprese non finanziarie resta solido.
“Ci sono problemi in alcune parti del mercato, soprattutto nelle microcap”, ha detto. “Ma non sembra esserci un problema sistemico per l’economia nel suo complesso”.
Europa neutrale, ma con occasioni nei finanziari
Sull’Europa, BlackRock mantiene una posizione complessivamente neutrale, ma con alcune aree di interesse. Tra queste, Rovelli ha citato in particolare i finanziari europei, i materiali, le utility e alcune infrastrutture.
“Sull’Europa siamo neutrali in generale, ma vediamo alcune aree in cui il continente può esprimere valore”, ha spiegato. “Da tempo riteniamo che i finanziari europei siano più interessanti di quelli americani: hanno ritorni sul capitale simili, ma multipli più bassi”.
Il tema dell’architettura finanziaria europea, della capacità di trasformare risparmio in investimento produttivo e del rafforzamento delle infrastrutture resta quindi centrale anche nella view regionale.
Una seconda parte dell’anno guidata dalla dispersione
Il messaggio finale di BlackRock è che la seconda parte dell’anno non sarà un mercato da leggere con categorie troppo ampie. La dispersione tra settori, Paesi e singoli titoli resta elevata. Questo crea rischi, ma anche opportunità per la gestione attiva.
“Quando la dispersione dei rendimenti è molto alta, aumenta anche la possibilità di generare alfa”, ha concluso Rovelli. “Ma bisogna capire se questa dispersione è guidata da un solo fattore, come l’AI, oppure da più driver indipendenti. È lì che si gioca la sostenibilità dell’alfa”.
La view, in sintesi, resta costruttiva ma non indiscriminata: l’AI può cambiare il potenziale di crescita dell’economia, ma nel breve il mondo resta dominato da scarsità, colli di bottiglia e frammentazione geopolitica. Per gli investitori, la sfida è non fermarsi alle etichette e costruire portafogli più granulari, capaci di cogliere i temi strutturali senza ignorarne i rischi.