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EssilorLuxottica: già crisi tra francesi e italiani, Del Vecchio minaccia divorzio

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Prime avvisaglie di “crisi matrimoniale” EssilorLuxottica. Il motivo della spaccatura sarebbe legata alla nomina dell’amministratore delegato. Frizioni tra Del Vecchio e il socio francese erano emerse la settimana scorsa. Secondo indiscrezioni di stampa, poi smentite, francese Leonardo Del Vecchio, vorrebbe delegare alcune funzioni al suo braccio destro in Luxottica Francesi Milleri. Iniziativa che avrebbe provocato l’irritazione dei francesi.

La crisi tale che, con un comunicato diramato un po’ a sorpresa nella giornata di ieri, la holding lussemburghese Delfin, che fa capo a Del Vecchio, non ha escluso la fine della liaison, minacciando di adire alle vie legali contro i soci d’oltralpe vedendosi negare i suoi diritti di controllo paritetico.

“Delfin ha identificato alcuni comportamenti di alcuni rappresentanti di Essilor che meriterebbero l’adozione immediata di misure appropriate da parte del Consiglio, poiché contrari al dovere di leale cooperazione e buona fede richiesto dall’Accordo di Combinazione del 2017 tra Essilor e Delfin, essenziale per il corretto funzionamento della governance della società”, si legge nella nota della cassaforte del patron di Luxottica.

Il board di EssilorLuxottica avrebbe dovuto avviare il percorso di mercato per la ricerca del nuovo ceo del gruppo. Delfin prende atto che, a seguito della seduta del 18 marzo 2019, non è stata comunicata alcuna azione da parte del Consiglio di Amministrazione di EssilorLuxottica in relazione alle questioni di governance che sono state oggetto di speculazioni sulla stampa nei giorni scorsi.

Il comunicato di Delfin ricorda che Leonardo Del Vecchio ha investito in EssilorLuxottica il risultato di un’intera vita lavorativa. Leonardo Del Vecchio è convinto dell’enorme valore industriale del progetto di integrazione, tanto da aver accettato una limitazione al 31% dei suoi diritti di voto e, per un “periodo iniziale” che termina nella primavera del 2021, anche pari poteri e pari rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione per Delfin ed Essilor.

“Tale periodo iniziale – continua la nota di Delfin – ha il principale scopo di favorire un graduale processo di integrazione delle culture, dei valori e delle due organizzazioni aziendali; al termine di questo periodo, le dinamiche di EssilorLuxottica saranno regolate dai normali meccanismi di governance di una società quotata”.

Lo scontro tra i soci di EssilorLuxottica penalizza il titolo in Borsa: le azioni perdono il 5,3% a Parigi, in un listino praticamente piatto.