Esitazione tra gli speculatori: dove andranno l’euro, il dollaro, lo yen?

5 Ottobre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Avendo ricevuto notizie migliori del previsto ieri, il mercato ha preferito prendere profitto nella prima giornata di questa settimana decisamente eccitante per il trading. Nell’ultimo mese, il dollaro è stato venduto pesantemente, spingendo valute come euro e aussie a livelli estremi.

Ora iniziamo a vedere un po’ di esitazione tra gli speculatori e stiamo cercando di capire se persistono abbastanza compratori per spingere ancora più in alto queste valute. Da oggi arriva una pioggia di eventi importanti e la cosa più sensata per i trader è di ridurre le proprie esposizioni per mitigare l’incertezza degli eventi in arrivo.

Ad esempio, stamattina ci sono state le decisioni della BOJ e della RBA e sono arrivate ben due sorprese: il mercato scontava un 75% di possibilità che la RBA avrebbe alzato i tassi dello 0,25% ed invece la RBA è rimasta ferma; ci si aspettava d’altra parte un aumento del Q.E. da parte della BOJ ed invece è arrivato anche un taglio dei tassi da 0,1% ad un corridoio tra lo 0 e lo 0,1%.

Praticamente, chi si aspettava un break out su AudJpy è stato accontentato! Pochi economisti avevano svolto la “diligence” necessaria per capire che la RBA non vuole portare l’AudUsd alla parità perché necessita di una valuta stabile per permettere la crescita economica di continuare.

Poi, i dati macro più recenti non giustificano un ulteriore taglio: il mercato era stato chiaramente “beffato” dai commenti della RBA. Se abbiamo imparato una cosa ultimamente, è che non bisogna fidarsi (o scommettere contro) una banca centrale. Quindi tassi fermi al 4,5% con un tasso di inflazione in moderazione.

D’altra parte, la Bank of Japan, dopo il meeting di due giorni, ha votato all’unanimità per tagliare i tassi e ha promesso di mantenere le condizioni così permissive finchè l’ombra della deflazione non svanisce. Inoltre la BOJ creerà un fondo da 5 trilioni di Yen ($60 miliardi) per acquistare obbligazioni ed altre attività nipponiche: una mossa onnicomprensiva di politica monetaria. Queste misure vanno oltre le aspettative del mercato e quindi speriamo vivamente che abbiano un effetto duraturo sullo Yen.

Torniamo in casa nostra perché l’euro continua il ritracciamento contro il greenback ma come abbiamo detto, ci sembra che questa correzione sia di natura diversa: una riduzione delle posizioni, perché anche il DJ ieri ha subìto un andamento simile. Questo indica che il rischio è il driver principale del movimento, anche perché persistono problematiche fondamentali sia in USA che in Europa.

L’euro continua ad essere sostenuto perché oltre agli speculatori c’è anche la Cina in gioco in quanto, ieri sera, il PM cinese Wen ha dichiarato “la Cina sosterrà la stabilità dell’euro e non ridurrà i propri acquisti di bond europee”.

Passiamo brevemente alla Sterlina perché ieri, dopo settimane deludenti, è arrivato il primo dato incoraggiante dal PMI costruzioni, uscito a 53,8 contro un 51,2 atteso. Comunque, oggi uscirà il PMI servizi UK che sarà un dato molto più seguito ed interessante. Non perdiamoci nemmeno le vendite al dettaglio dell’Eurozona alle 11 am, e l’ISM non-manifatturiero USA alle 16.00.

Passiamo alla consueta analisi tecnica cominciando dall’eurodollaro dove, a distanza di qualche giorno, potrebbero cambiare le carte in tavola sul breve.

Se osserviamo infatti un grafico orario notiamo come la trendline che abbiamo sempre utilizzato in questi ultimi giorni è alla “prova tenuta” da qualche ora a questa parte. Per fornire uno spunto ribassista l’evoluzione grafica dovrebbe portare ad una chiusura oraria al di sotto di questa precisa linea, oltre a superare anche la media mobile esponenziale a 100 periodi. Stiamo parlando quindi di un’area di supporto che va da 1.3670 sino a 1.3655. Se dovesse avvenire una rottura, allontanando di fatto l’obiettivo tanto atteso in zona 1.39, ci attendiamo che lo storno possa giungere almeno sino a quel 1.35 figura che ha fermato la salita in non meno di tre occasioni (sempre su grafico a 60 minuti).

Molto interessante la situazione del cambio UsdJpy, non tanto per la vicinanza di configurazioni particolari, ma quanto invece per la mossa a sorpresa della Bank of Japan che ha prodotto un immediato indebolimento della valuta di casa a favore del biglietto verde, salvo poi assistere ad un ritracciamento.

Dal punto di vista grafico un segnale di cambiamento di fondo potrebbe esserci innanzi tutto con il ritorno dei prezzi al di sopra di 84/84.20 per tre ragioni: è l’area di resistenza statica toccata nella notte successivamente alla notizia, transita la media mobile a 100 periodi su un grafico a 240 minuti ed infine transita esattamente la percentuale del 38.2% del ritracciamento di Fibonacci di quel movimento di discesa che parte poco al di sotto di 86 e giunge poco al di sopra di 83.

L’unico fattore che ancora non torna è la pesantezza del mercato a favore di una ripresa del dollaro con il 90% delle posizioni (stiamo parlando ancora dell’indicatore SSI di cui vedete una versione gratuita ma meno aggiornata qui http://www.dailyfx.com/technical_analysis/sentiment/) lunghe. Forse le prossime ore saranno davvero cruciali per cambiare le sorti nel medio-lungo periodo.

Continua precisa la salita del cambio EurJpy e parafrasando un termine calcistico “trendline vincente non si cambia”. Stiamo ovviamente facendo riferimento alla linea si supporto inferiore del movimento di salita iniziato a metà mese scorso (osservando un grafico a 60 minuti) e ancora in atto dopo una buona serie di conferme. Per le prossime ore quindi attenzione al supporto dinamico di 113.80, mentre il livello di resistenza è dato da un livello statico: come suggerito ieri, 115.50 massimo del 18 maggio scorso.

La continua vicinanza del UsdChf ai minimi storici impone ancora un grande attenzione. Ci troviamo oramai solamente a 50 punti dal minimo a 0.9650 con l’unico spunto tecnico intelligente di provare a valutare se il “doppio minimo storico” possa funzionare.

Un grafico giornaliero viene in nostro soccorso suggerendoci che un ritorno dei prezzi al di sopra di 0.99 possa essere il segnale giusto per attendersi una buona risalita del cambio. Vale forse la pena attendere quindi qualche conferma, nemmeno troppo distante, piuttosto che fare ingressi sfidando la sorte…

Rimaniamo a parlare di franchi, ma nei confronti dell’euro per rafforzare quanto detto ieri, ovvero che lo spunto maggiore è dato dall’area di resistenza prossima a 1.35 figura, solamente vicina ai massimi di ieri in giornata, prima di un calo di più di 150 punti. Passiamo su un timeframe a 60 minuti per vedere dove sia posizionata l’area di supporto nel breve: secondo la linea positiva di ripresa del cambio da 1.2770 ad inizio settembre, per le prossime ore dobbiamo considerare 1.3260.

Passiamo ora invece al dollaro australiano, che successivamente al mancato rialzo dei tassi da parte della RBA ha perso parecchio terreno andando ad oltrepassare livelli di supporto importanti. È stata certamente oltrepassata la linea di supporto più di breve, di almeno un centinaio di punti, riportando quindi di attualità livelli come il più importante supporto statico di breve a 0.9465. La tendenza di lungo non è certamente in pericolo, lo sarebbe oltre 0.9375 (secondo i ritracciamenti di Fibonacci), ma di certo è un punto a sfavore importante che se fosse confermato da altri metterebbe a rischio l’idea che ci siamo fatti dell”Isola Felice”.

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