Esg, è sostenibile un terzo degli investimenti gestiti negli Usa

17 Novembre 2020, di Alberto Battaglia

L’investimento ispirato a criteri di sostenibilità ambientale, sociale e di governance (Esg) ha raggiunto un nuovo traguardo: a fregiarsi del “bollino” proprio degli investimenti responsabili è un terzo di tutti gli asset in gestione negli Stati Uniti nel 2019, ovvero 17.100 miliardi di dollari. E’ quanto ha calcolato la US SIF Foundation nel suo rapporto sui Trend sugli investimenti sostenibili e l’impact investing, pubblicato lunedì. Anno su anno, l’incremento per gli investimenti contraddistinti dai fattori Esg è stato del 42%.

“Si tratta di una continuazione della crescita dei gestori di fondi e degli investitori istituzionali che considerano i fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) con l’obiettivo di identificare le aziende responsabili e ben gestite che saranno resilienti a lungo termine”, ha commentato la ceo della US SIF Foundation, Lisa Woll.
“Nel 2020, mentre gli investimenti sostenibili e di impatto hanno continuato su una traiettoria di crescita” ha aggiunto la Fondazione, “i fondi azionari e obbligazionari sostenibili hanno sovraperformato le loro controparti durante i primi due trimestri”.

I filoni Esg più “sentiti” dagli investitori

Secondo quanto si legge nel report, basato sulle informazioni di 384 money manager e 530 investitori istituzionali, il cambiamento climatico è il tema che ha osservato il maggior incremento di fondi in termini assoluti: gli asset destinati a fondi focalizzati sulle migliori pratiche relative al climate change (come la riduzione delle emissioni) ammontavano a 4.200 miliardi nel 2019, con un incremento del 39% rispetto al 2018.

In termini percentuali, però, l’ascesa più netta fra le tematiche Esg dello scorso anno si è osservata in quei fondi focalizzati sulla maggiore equità nella retribuzione dei dirigenti, un criterio legato agli aspetti di governance (+122% a 2.200 miliardi). Importante anche la crescita registrata dai fondi che promettono di selezionare quelle aziende le cui pratiche agricole sono a minore impatto ambientale (+81% a 2.380 miliardi di dollari).