ESG: per 3 consulenti su 5 fonte di guadagno, in Italia percentuale più alta

17 Maggio 2019, di Alessandra Caparello

Sei consulenti finanziari su dieci (59%), il 57% dei fund buyer professionali e il 56% degli investitori istituzionali ritengono che gli investimenti ESG siano una fonte di alfa, ma anche che queste strategie possano ridurre l’esposizione ai rischi legati a governance e aspetti sociali non identificati dall’analisi tradizionale. Questo quanto emerge dalla survey pubblicata da Natixis Investment Managers secondo cui oltre la metà (56%) degli investitori individuali ritiene che le società in grado di dimostrare un maggiore livello di integrità supereranno le altre in termini di performance.

Gli investitori istituzionali continuano a essere all’avanguardia nell’adozione di strategie ESG nei loro portafogli visto quasi i due terzi (66%) ritengono che l’ESG diventerà una pratica standard nei prossimi cinque anni, una percentuale in crescita visto che nel 2017 era il 60%. Tra coloro che già oggi implementano le strategie ESG, il 46% ritiene che questa analisi sia importante per il proprio processo di investimento tanto quanto l’analisi fondamentale tradizionale.

Le istituzioni stanno integrando un’ampia gamma di strategie ESG, più frequentemente attraverso l’integrazione ESG, aspetto che rende l’analisi dei fattori ESG parte del loro processo di analisi fondamentale. Gli investimenti ESG si stanno aumentando anche nel segmento wholesale, laddove il 65% dei fund buyer li ritiene parte integrante delle proprie pratiche. In questo campo, una quota leggermente inferiore fa ricorso all’integrazione piena (28%) e allo screening per esclusione (22%), ma un numero maggiore preferisce un approccio combinato tra impact investing e approccio best in class (15% ciascuno).

A differenza delle generazioni più anziane, la maggioranza (56%) degli investitori della categoria millenial e una quota leggermente inferiore della generazione X (48%) hanno dichiarato di voler attribuire ai propri investimenti un impatto positivo sul mondo. Sulla stessa lunghezza d’onda solo il 41% dei Baby Boomer e il 30% della Silent Generation.

L’indagine, tuttavia, ha anche dimostrato la necessità di una migliore modalità di reporting e misurazione. Più dei due terzi dei consulenti finanziari (68%) – hanno dichiarato che sarebbero più propensi a raccomandare i prodotti ESG se fosse disponibile una migliore documentazione e in Italia la percentuale arriva al 70%.