Società

Se l’ESG va al cinema. Come i film stanno diventando sempre più attenti ai temi sociali

Si parla sempre più spesso di ESG (acronimo di Environmental, Social, Governance), un termine che si utilizza in ambito economico/finanziario per indicare tutte quelle attività legate all’investimento responsabile (IR) che perseguono gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance, per l’appunto. L’attenzione ai temi sociali e ambientali però non riguarda solo il settore finanziario, ma anche l’industria cinematografica.

Il “cinema ESG”

Il tema della diversity, in particolare delle etnie, è sempre più affrontato dalla settima arte. Si pensi all’ultimo live action della Disney, “La sirenetta”, uscito nel 2023 oggetto di dibattito sui mass media e social media per la scelta di far impersonare la protagonista Ariel ad Halle Bailey, una giovane attrice di colore. L’attenzione per le persone di colore è anche presente in molte serie televisive di successo, come “Bridgerton”  e i vari spin-off targati Netflix e la serie del 2022 “Gli anelli del potere” di Amazon Prime.

Anche il tema dell’immigrazione viene esplorato, ad esempio in “Minari”. La pellicola, diretta da Lee Isaac Chung e uscita nel 2020, racconta la storia di una famiglia coreana che si trasferisce in una fattoria dell’Arkansas negli anni ’80 alla ricerca del sogno americano. Il film affronta temi di identità culturale, immigrazione e integrazione, esplorando le sfide che questa famiglia deve affrontare mentre cerca di costruire una nuova vita in un ambiente estraneo. “Minari” mostra la complessità delle relazioni familiari e le lotte che le persone affrontano quando cercano di realizzare i propri sogni, indipendentemente dalla loro origine.

Anche i film sull’ambiente sono cambiati: non hanno più successo pellicole catastrofiche come “The day after tomorrow. L’alba del giorno dopo”. L’ambiente diventa un vero e proprio personaggio del film del 2022 “Le otto montagne”, dove la relazione tra l’uomo e la natura gioca un ruolo molto importante. Più critico “Dune”, il film di Denis Villenueve del 2021, la cui seconda parte uscirà il 3 novembre 2023. Il film è un adattamento del celebre romanzo di Frank Herbert ed è ambientato in un futuro lontano in cui l’umanità lotta per il controllo del pianeta desertico Arrakis e del suo bene più prezioso, una sostanza chiamata “spezia”. Oltre allo spettacolare valore estetico, “Dune” affronta temi quali il colonialismo, l’ecologia e la corruzione di potere, offrendo una critica affilata delle dinamiche sociali e politiche che caratterizzano il nostro mondo reale.

Vi sono poi film che toccano temi sociali. Si pensi a “Nomadland”, diretto da Chloé Zhao, uno dei film più acclamati del 2020, vincitore del Leone d’Oro alla 77ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La pellicola narra la storia di una donna, interpretata da Frances McDormand, che dopo aver perso il suo lavoro e la sua casa, decide di intraprendere un viaggio attraverso l’America vivendo come una nomade moderna. Il film esplora il tema della precarietà economica e sociale, offrendo uno sguardo intimo sulla vita di persone che sono state colpite dalla recessione economica globale. Un altro tema sociale presente è quello dello stupro, del consenso e della violenza sulle donne, affrontato in modo molto netto in “Una donna promettente”, thriller del 2020 diretto da Emerald Fennel.

Il cinema contemporaneo sta dimostrando di essere sempre più attento ai temi sociali ed ambientali, utilizzando la potenza delle storie per sensibilizzare il pubblico su questioni importanti. Film che non solo intrattengono, ma ci spingono a guardare oltre e a considerare il nostro ruolo nell’affrontare le sfide della nostra epoca.