Esercizio della “pernacchia”: a Napoli è vietata

6 Giugno 2017, di Giovanni Falcone

Quando si arriva che finanche a Napoli viene proibita la “pernacchia” allora la vicenda è grave, ma che dico, è gravissima.

Tutto è successo per un singolare quanto inatteso Ordine di servizio firmato dalla dirigente Enrichetta BARBATI e inviato a 150 dipendenti del Consiglio comunale di Napoli.

In verità l’ordine del 25 giugno 2014 parla di “urla & versacci” che sono soliti fare i diversi dipendenti dei gruppi consiliari, che abitualmente utilizzano nei rapporti tra colleghi, con modi ritenuti incivili ed offensivi del comune sentire per “dialogare tra loro”, arrivando anche a gesti – e qui l’analogia con la pernacchia diventa d’obbligo – in evidente dispregio del “delicato lavoro a cui sono tenuti consiglieri comunali nello svolgimento delle loro prerogative politiche ed istituzionali”.

Insomma il momento è grave e il zelante intervento della burocrazia ci ricorda subito le “pernacchie” più famose, quelle cinematografiche di TOTO‘, rivolta al gerarca fascista e all’ufficiale nazista nel film “I due caporali“.

Ancora, quella di Eduardo DE FILIPPO nel film “L’oro di Napoli“, rivolta al potente di turno e, per finire allo sfottò di Alberto SORDI, quando la fa rivolgendosi ai “Lavoratoriiiii …” che si vendicheranno di li a breve.

Delle tre mitiche pernacchie, quella che si ascolta nelle sedute del Consiglio comunale di Napoli sembrerebbe appartenere, di diritto, a quella meno nobile, quando SORDI sfida la classe operaia nella veste di fannullone e scansafatiche per definizione.

Ed è in questa direzione che proprio a Napoli, come nel resto d’Italia sono stati approvati misure contro l’assenteismo che non pare abbiano ricevuto grandi consensi. Succede che gli ultimi provvedimenti contro l’assenteismo approvati dal Consiglio non abbiano riscosso grandi consensi fra i dipendenti comunali, minando come sembra più di una rendita di posizione, come quella del vigile urbano che tra ferie e permessi sindacali riusciva a lavorare non più di cinque giorni al mese […].

Intanto che l’Ordine di Servizio veniva puntualmente “proootocollato”, in epoca più recente abbiamo assistito all’altro episodio sempre del Vigile urbano che firmava la sua presenza in ufficio “in mutande”, per poi tornarsene comodamente a dormire.

Siamo in  Italia e qui ci teniamo alle tradizioni delle “pernacchie & delle mutande” e guai a toccarle!

Anche la “pernacchia” se fatta bene e soprattutto contestualizzata, ha una sua indiscutibile dignità che nessun Ordine di servizio potrà mai cancellare.

Viva la PERNACCHIA!