Esclusivo: alleanza segreta tra Israele e Qatar

5 Febbraio 2013, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – La guerra civile siriana e l’intero Medio Oriente sono un rompicapo complicatissimo. Ora vogliamo analizzare la situazione nel suo insieme e cercare di delineare dei possibili scenari. Il perno principale di tutto il nuovo scenario mediorientale è un piccolo stato: il Qatar.
Il ricco stato del Golfo sta giocando una partita che definire contraddittoria e pericolosa è poco.

Ecco le più recenti azioni del Qatar.
1) Ha finanziato tutti i partiti arabi islamici che hanno preso il potere in Tunisia, Libia ed Egitto
2) Finanzia i ribelli siriani
3) Finanzia le ribellioni in Yemen, Giordania, Algeria e Marocco
4) Tenta di destabilizzare l’Arabia Saudita
5) Finanzia i ribelli islamici in Mali che combattono contro la Francia
6) Finanzia i ribelli ceceni in Russia
7) Nel 2010 ha firmato un’alleanza militare con l’Iran
8) Fa parte dell’alleanza militare delle monarchie del Golfo
9) Secondo un rapporto della DRM francese, il Qatar è anche dietro a sospetti finanziamenti a terroristi islamici in Francia
10) Ha finanziato con 400 milioni di dollari Hamas
11) Secondo la deputata israeliana Tzipi Livni, l’emiro qatariota ha finanziato la destra di Netanyahu e l’estrema destra di Bennett
12) L’Emiro del Qatar è un importante alleato militare degli USA

A tutto questo si aggiungono le rivelazioni sconcertanti di fonti del partito di opposizione Haaretz, secondo cui sarebbe stata siglata un’alleanza segreta tra Israele e il Qatar con il non meglio precisato scopo di ricostituire il Grande Israele e di rendere il Qatar la potenza egemone dell’intero Medioriente.
Ora quali sono i nemici del Qatar? Sicuramente la Russia che continua a sostenere la Siria. Ma anche la Turchia che vuole in qualche modo scippare al piccolo emiro arabo il ruolo di potenza guida del mondo islamico; la stessa Arabia Saudita non è mai stata in buoni rapporti con il Qatar, nel passato ci sono stati anche incidenti militari e l’emiro qatariota forse mira a destabilizzarla o a rovesciarla e poi c’è l’Iran con cui il Qatar ha firmato un’intesa militare nel 2010 ma che sicuramente rappresenta una minaccia, data anche la differenza religiosa (Iran sciita, Qatar sunnita).
Elenchiamo di seguito tre possibili scenari di questo pericoloso equilibrismo potenzialmente esplosivo anche alla luce del recente attacco israeliano in Siria e alle rivelazioni di Tzipi Livni e di Haaretz.

1) SCENARIO MODERATO
Probabilmente l’accordo segreto tra Israele e Qatar cerca semplicemente di ridurre le mire palestinesi su Gerusalemme in cambio di cospicui finanziamenti e tenta in qualche maniera a coinvolgere l’Iran nel conflitto siriano, così da innescare una risposta militare sia Israeliana, sia Americana e magari anche dei paesi arabi filo americani e della Turchia, in modo da eliminare definitivamente i due paesi anti-americani. Quindi finanziare i partiti guerrafondai di Israele ha senso, perché in questo modo, gli israeliani provocheranno una risposta aggressiva siriana o iraniana e di conseguenza l’allargamento del conflitto. Il rischio di questo scenario è l’intervento russo o cinese.

2) SCENARIO COMPLESSO
Il Qatar finanzia l’estremismo islamico in tutti i paesi arabi e riesce a rovesciare o a destabilizzare Marocco, Algeria, Giordania e Arabia Saudita. Fa aggredire sempre più la Siria, l’Iran, il Libano e i palestinesi dagli israeliani così da provocare una risposta unita della Lega Araba, con Iran, Turchia, Egitto e altri in prima linea contro Israele. Guerra che incredibilmente si potrebbe allargare all’Unione Europea, date le mire turche sulla filo-israeliana Cipro e le sue riserve energetiche e anche per un eventuale allargamento del conflitto in Mali e con gli Stati Uniti in posizione di neutralità (dato che sono alleati sia di Israele e Ue, sia del Qatar). Risultato: Israele si allarga ai danni di palestinesi, giordani, siriani ed egiziani e ricrea il Grande Israele biblico, tanto sostenuto dall’estrema destra israeliana (che ricordiamo agire spesso per fanatismo religioso) e il Qatar in un colpo solo riesce tramite Israele ed Europa ad eliminare il rivale iraniano e la Turchia e a ridimensionare l’Egitto, così da risultare il paese poi guida di questo blocco panarabo. Da considerare sempre un intervento cinese e russo che complicherebbe la situazione.

3) SCENARIO ASIMMETRICO
Il Qatar mira ad essere leader di una grande alleanza di stati arabi e islamici, quindi sostiene come già detto, altre rivoluzioni islamiche in Algeria, Marocco, Giordania e anche in Arabia Saudita. Finanzia l’estrema destra israeliana per attaccare militarmente Siria e Iran e successivamente interviene direttamente sia contro Siria e Iran, sia contro Israele assieme a Turchia, Egitto, ecc. Scatena anche il terrorismo anti europeo e anti russo. La mancata ostilità di Washington al finanziamento qatariota all’estremismo islamico, può essere interpretata anche come un disegno statunitense per creare un grande blocco panarabo che destabilizzerebbe e indebolirebbe l’influenza europea sui paesi nord-africani e creerebbe al tempo stesso una grande orda islamica anti russa fino alla Cecenia. Questo scenario sarebbe anche confermato dalle parole dell’influente imam Al-Qaradawi che ha definito la Russia il nemico numero uno dei musulmani. Quindi gli USA cercherebbero attraverso questa sorta di califfato islamico di fare la guerra alla Russia e forse anche all’Europa per interposta persona.

Queste sono tre possibilità da noi descritte alla luce dei recenti fatti e rivelazioni. Ovviamente data la situazione delicatissima e complessa, il quadro può cambiare in ogni momento. Comunque, a nostro parere, questa grande crisi del mondo arabo dovrebbe portare a tre risultati conclusivi:
1) la creazione di un blocco panarabo estremista.
2) l’allargamento di Israele e la conseguente ricostituzione del Grande Israele di biblica memoria che dovrebbe andare dal Sinai alla Siria e comprenderebbe anche la Giordania.
3) l’enorme crescita del prezzo del petrolio e il boom della corsa agli armamenti che favorirebbero grandemente l’economia USA e la già grande ricchezza dei paesi arabi.

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