Ert, industriali europei uniti contro il protezionismo

27 Gennaio 2017, di Alberto Battaglia

In una fase storica fortemente segnata dalla nuova vampa del protezionismo, testimoniata dall’ascesa di Donald Trump negli Stati Uniti e dai partiti euroscettici nel Vecchio Continente, la Tavola rotonda europea degli industriali richiama l’attenzione verso le sfide dell’innovazione, della digitalizzazione e del libero mercato. La European Round Table of Industrialist (Ert), che ha recentemente pubblicato il suo ultimo Benchmarking Report, è un forum che riunisce 50 amministratori di aziende di prima grandezza; per l’Italia vi siedono Claudio Descalzi (Eni), John Elkann (Fca), Carlo Bozotti (Stm) e Rodolfo De Benedetti (Cir).

Il gruppo europeo degli industriali, pur dando atto ai passati successi dell’Europa in termini di welfare, ammonisce che “i successi del passato non sono una garanzia per quelli futuri” visto che “la maggior parte delle crescita avviene comunque fuori dall’Europa”, afferma il presidente dell’Ert e di Basf, Kurt Bock, “per adattarsi a questi nuovi sviluppi l’Europa deve aumentare gli sforzi nel campo dell’innovazione e della digitalizzazione, nonché impegnarsi a favore del libero mercato e libero accesso ai mercati stranieri”.

In particolare l’Ert sottolinea l’importanza degli investimenti in campo digitale: “gli investimenti Capex pro capite nelle infrastrutture delle telecomunicazioni”, viene ricordato, “sono il doppio negli Usa rispetto all’Europa”. Allo stesso tempo la spesa per ricerca e sviluppo “in media si ferma al 2% del Pil, che è significativamente al di sotto dell’obiettivo EU-2020 del 3%”.

Per quanto riguarda le prospettive di crescita europea, gravate anche da una popolazione in progressivo invecchiamento e ridotte rispetto a quelle di Cina e India, la Tavola rotonda degli industriali mette l’accento proprio sulle “virtù” dei mercati aperti:

“L’economia mondiale sta fronteggiando un trend protezionista”, si legge nel report, “il quale dovrebbe essere controbilanciato dalla promozione di trattati di libero commercio e aumentando i benefici che portano”.