Equita, outlook per le banche italiane in 2015. I titoli migliori

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI)- Sentiment piuttosto pessimista per il settore bancario italiano. E’ quanto risulta da un report degli analisti di Equita che, relativamente all’outlook per il 2015, parla di sfide per il comparto, viste la bassa domanda di impieghi, le sofferenze che continuano a crescere e la limitata visibilità sul miglioramento del costo del rischio.

Il settore tratta a un multiplo prezzo/tangible equity di 0,7 volte rispetto alle 0,8 volte (dato successivo alla pubblicazione dell’asset quality review). I prezzi scontano una revisione al ribasso del 20% delle stime 2015-2016. E questo scenario, precisa Equita, è anche molto prudenziale.

La SIM punta comunque su ulteriori attività di fusione e acquisizione, dunque su operazioni di M&A (merger and acquisition) nel settore e prevede che, dopo l’aumento di capitale di Banca Carige e Monte dei Paschi “l’operazione che preferiremmo è un remake della fusione Banca Popolare Emilia Romagna e Banca Popolare di Milano.

Le migliori scelte o anche i “best picks” tra i titoli bancari di Piazza Affari risultano Mediobanca, BPM e Unicredit, che risultano anche più convenienti. Riguardo a Unicredit, Equita ha aggiornato l’outlook del 2015-2017, rivedendo al ribasso le previsioni per l’utile per azione (-2%), considerando uno scenario più prudente sui ricavi. Il target price sul titolo scende così da 7,8 a 7,4 euro (multiplo prezzo/tangible equity 2015 di 0,78 volte dato un rote 2016 dell’8,2%) ma il rating resta buy.

Nel caso di Mps il prezzo obiettivo è stato abbassato da 0,67 a 0,59 euro (0,65 volte il multiplo p/te 2015, Rote 2017 del 5,9%) con il rating invariato a hold, visti i termini dell’aumento di capitale meno favorevoli. Il calo del titolo (-54% negli ultimi tre mesi) rende l’aumento di capitale più diluitivo perché l’entità dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro aumenta rispetto all’attuale capitalizzazione di mercato.

MF-Milano Finanza scrive inoltre che “sarebbe allo studio l’outsourcing della cessione dell’80% delle sofferenze cioè quelle di importo inferiore a 150 mila euro. 7-8 controparti avrebbero già manifestato un interesse sul dossier. Da quanto emerso, Mps dovrebbe procedere all’esternalizzazione delle attività di recupero, mantenendo sui propri libri lo stock di sofferenze (19 miliardi lordi e 8 miliardi netti)”.

Se l’operazione andasse in porto, sicuramente si risolverebbe un cruciale problema strategico, in quanto sarebbe più efficiente la gestione dei NPL (non performing loans), ovvero dei crediti inesigibili.

Non procedendo al deconsolidamento, a detta degli analisti di Equita, il problema della valutazione dei non performing loans è un ostacolo minore alla realizzazione dell’operazione: “qualora conclusa e con evidenze iniziali di risultati sui recuperi, il titolo potrebbe beneficiare di un re-rating visto che la principale criticità resta il tasso di deterioramento dell’asset quality ancora su livelli molto elevati”.

Su Banca Carige, Equita ha alzato di circa 140 milioni gli accantonamenti per perdite su crediti del quarto trimestre 2014, portando la perdita della banca relativa allo scorso anno a 510 milioni di euro. Il target price scende da 0,07 a 0,064 euro (rating hold) per effetto della maggiore diluzione dell’aumento di capitale fino a 700 milioni di euro dovuta alla discesa del prezzo di mercato rispetto all’ultimo report scritto dopo i risultati del terzo trimestre dello scorso anno.

Gli analisti di Equita hanno anche aggiornato le stime 2015-2017 del Banco Popolare, riducendo le previsioni sull’eps del 10% per tener conto di uno scenario più prudente sui ricavi. Si prevede un tasso composto medio annuo di crescita piatta rispetto al precedente +0,5%. Il target price è stato abbassato da 13,5 a 12,8 euro (0,68 volte il p/te 2015 dato un rote 2016 del 5,4%) e il rating resta hold.

Non sono state modificate le stime sul Credito Valtellinese, dal momento che Equita aveva già ipotizzato che l’intero shortfall emerso con l’asset quality review venisse spesato nel quarto trimestre 2014. E’ stato invece lievemente rivisto al rialzo alzato il beta, fattore che ha provocato una revisione al ribasso del target price molto lieve, da 1,12 a 1,07 euro. Il rating resta buy in quanto gli esperti si aspettano quest’anno un miglioramento della redditività non coerente con un multiplo prezzo/tangible equity di 0,44 volte. Il titolo potrebbe inoltre beneficiare del consolidamento settoriale atteso dopo gli aumenti di capitale di Mps e Carige.