Eos, la start up italiana da mezzo miliardo che vende a Wall Street

21 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Non avremo mai l’uomo da un milione di dollari, fortunata serie tv degli anni 80, ma abbiamo una molecola da quasi mezzo miliardo di dollari. Anzi: la start up italiana da 480 milioni. Eos è una società biotech con sede in via Monte di Pietà nel cuore della Brera meneghina. Ma da ieri notte è stata venduta a Clovis Oncology quotata al Nasdaq.

Anche senza metterci l’orgoglio per il successo (finalmente) di una start up biomedicale italiana i numeri raccontano in maniera oggettiva – e specularmente spietata per il settore – la storia di Eos.

Gli azionisti della società, tra cui il fondo di venture capital Principia I gestito da Pierluigi Paracchi e il fondo francese Sofinnova (principale investitore) riceveranno 200 milioni di dollari subito, di cui 10 in contanti e 190 in azioni, e 220 milioni collegati ai risultati futuri sullo sviluppo del prodotto antitumorale.

A questi vanno aggiunti gli 80 milioni già ottenuti da Eos nel 2012 per la cessione dei diritti in Europa a Servier.

Totale: 480 milioni di dollari, pari a 357,4 milioni di euro. Con questa cifra si tratta della exit più importante di una società italiana negli ultimi dieci anni. Per avere dei termini di paragone Tiscali fu quotata ad un valore di 700 milioni di euro prima della bolla. In questi anni MutuiOnline è stata quotata a 123 milioni; Yoox a 225.

Il più recente successo italiano, prima di questo, è la vendita al Daily Mail di Jobrapido, il motore di ricerca sul lavoro di Vito Lomele, che ha valorizzato la società circa 80 milioni. Post annuncio Clovis ieri ha toccato un guadagno del 14%. La storia in pillole può essere così riassunta: un team tutto Italiano, Silvano Spinelli (che nel 2000 quotò Novuspharma) e Gabriella Camboni, cerca nel mondo le proprietà intellettuali delle più promettenti molecole anticancro.

Nel 2007 scova in California uno scienziato cinese dal quale prende in licenza un inibitore di chinasi. Sviluppa il prodotto in fase pre-clinica (su animali) e poi clinica (su pazienti malati di cancro al seno), in parte presso lo Ieo di Umberto Veronesi. I venture capital hanno investito in questi 6 anni 22 milioni di euro.

Ps. il fondo italiano investendo aveva usato la leva pubblica. E, anche se appare incredibile, il Ministero dello Sviluppo economico alla fine del processo dovrebbe incassare circa 20 milioni di euro su 1,3 investiti.

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