Enzo Prosperi, l’imprenditore diventato clochard

15 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Da imprenditore a clochard. E’ la parabola discendente di Enzo Prosperi, ex funzionario Fininvest e direttore tecnico del telegiornale di Indro Montanelli, che ora vive in piazza Duomo a Milano grazie alla solidarietà dei passanti.

Ha raccontato la sua storia al quotidiano online L’Intraprendente, senza risparmiare dure accuse al sistema Italia: “Nel nostro Paese”, racconta Enzo Prosperi, “non si può essere imprenditori onesti. Se si è onesti, si chiude o ci si uccide”. Lui ha optato per la prima soluzione, ma solo quando un accanimento giudiziario e mille cavilli burocratici gli hanno precluso ogni alternativa.

In realtà Prosperi nel dicembre 2012 aveva provato a suicidarsi, tentando di impiccarsi ad una finestra di Montecitorio. In quell’occasione venne fermato e denunciato per procurato allarme. Oggi si giustifica, dicendo che “era solo un gesto di procurata attenzione”.

Le difficoltà per Prosperi iniziano nel 1989, quando decide di mettersi in proprio, creando una società di produzione di programmi tv e documentari a carattere medico-scientifico. Dopo un inizio brillante, il progetto fallisce quando l’allora ministro della Salute Francesco De Lorenzo decise di tagliare i fondi per la ricerca e gli ospedali, che prima acquistavano i filmati dalla società di Prosperi, smisero di farlo.

L’imprenditore fu costretto a chiudere l’azienda. Poco dopo, però, acquistò un grande supermercato ad Arezzo. E a quel punto iniziarono i problemi con la burocrazia. Vittima di una truffa da parte della società che si occupa della contabilità della sua azienda, Prosperi si ritrova con un bilancio in rosso ed è costretto, suo malgrado, ad andare incontro al fallimento, mentre la sua azienda deve ancora saldare un debito con alcuni fornitori. Non spetterebbe più a Prosperi pagarlo, visto che, dopo il fallimento, non è più lui il titolare del supermercato. Eppure, ancora una volta, Prosperi scopre di avere a carico un’accusa di truffa.

Di qui cominciano qui le sue traversie giudiziarie che gli eviteranno per un soffio il carcere ma che di fatto gli renderanno impossibile trovare un altro lavoro per via della fedina penale sporca. Per denunciare la malagiustizia e la burocrazia asfissiante, Prosperi ha iniziato a stazionare per giorni interi davanti a piazza Duomo. Qui organizzerà il prossimo 7 dicembre una manifestazione chiamata “Riprendiamoci l’Italia”: “un grido affinché gli imprenditori si riprendano la loro azienda, l’azienda Italia, che può essere fonte di ricchezze impensabili. E un atto di insofferenza contro questa politica inefficiente e dannosa, che contesteremo bruciando le nostre tessere elettorali”, ha detto al quotidiano L’Intraprendente.