Economia

Enti locali, pignoramenti sprint per tasse non pagate

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Con l’obiettivo di combattere l’evasione fiscale, nella Legge di bilancio attualmente all’esame delle Camere, sarebbe stata inserita una norma che a partire da gennaio permetterebbe ai Comuni, e gli altri enti locali – Province, città metropolitane, comunità montane, unioni e consorzi di Comuni – con un pignoramento veloce di bloccare la cifra sul conto corrente senza attendere i tempi di iscrizione a ruolo del debito, ossia la cartella esattoriale.

Per chi non paga le tasse sulla casa come Imu e Tasi, sulla spazzatura come la Tari, la Tosap per l’occupazione del suolo pubblico o anche bollo auto, rette scolastiche, la vita diventa più complicata. Si parla di circa 19  miliardi ancora non riscossi dagli enti locali. La norma non riguarda le multe stradali, anche se è circolata la voce che sarebbe allo studio un emendamento per includerle.

Che cosa cambia

Secondo le notizie in circolazione in queste ore, la vera novità riguarderebbe i tempi. Prima di procedere al pignoramento, finora il Comune doveva compiere due passaggi: il primo era l’accertamento, con cui il debitore veniva sollecitato a pagare e veniva invitato a giustificare il ritardo.

Se il debito non veniva saldato, a quel punto scattava il secondo passaggio, cioè l’emissione della cartella esattoriale. Con la nuova formula, accertamento e cartella diventano una sola cosa.

Secondo quanto riporta l’ANSA, entro tre mesi dalla notifica dei mancati pagamenti, i Comuni potranno attivare le procedure di riscossione, che resteranno sospese per altri sei mesi per consentire agli interessati di mettersi in regola.

“Dalla notifica dei mancati pagamenti all’avvio della procedura forzosa di riscossione – scrive l’agenzia stampa – passeranno in sostanza circa nove mesi. Ovviamente, restano tutti i limiti e le scadenze intermedie che garantiscono i cittadini dal momento in cui viene emesso il bollettino per la tassa locale fino all’esecuzione ‘forzosa’ con il pignoramento. Fra l’altro, gli enti locali avranno anche l’obbligo dell’invio di un sollecito di pagamento per il recupero di importi fino a 10 mila euro e i debitori potranno scaglionare i pagamenti, con un massimo di 72 rate”.

La replica di Conte: “non mi risulta”

“I cittadini non si devono preoccupare, non mi risulta”, lo ha detto il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parlando dell’emendamento alla manovra che consentirebbe ai Comuni pignoramenti direttamente dal conto corrente per chi non paga le tasse locali, come l’Imu o quella sui rifiuti.

Opposizione sul piede di guerra

Immediata la replica di Matteo Salvini: “Se entrano nel tuo conto corrente per pignorare, secondo me siamo all’ Unione sovietica fiscale, lo stato di polizia fiscale”.

E proprio al leader del Carroccio ha risposto in serata il Viceministro all’Economia Antonio Misiani su Facebook: “Quella del pignoramento dei conti per le multe non pagate è una “bufala perché non è previsto e non ci sarà. La Lega diffonde l’ennesima fake news perché deve distrarre l’opinione pubblica da altre, imbarazzanti vicende che riguardano la Lega”.