Eni vuole quotare in Borsa il ramo retail e rinnovabili

7 Ottobre 2021, di Alberto Battaglia

Eni quoterà in Borsa il ramo del suo business che integra le attività retail gas&power e quelle relative alle rinnovabili (Eni R&R): lo ha deliberato il Cda avviando l’iter per l’Ipo.

Eni, lo scorporo delle attività rinnovabili

La quotazione in Borsa delle attività nel settore delle rinnovabili è stata giudicata come la migliore “soluzione per valorizzare il business e punta a completare l’operazione nel corso del 2022, in base alle condizioni di mercato”, si legge nella nota della compagnia energetica italiana, che manterrà la partecipazione di maggioranza nella nuova società quotata. “Eni R&R sarà indipendente dal punto di vista finanziario, avrà un proprio bilancio e un proprio rating creditizio che le permetterà di accedere al debito a costi competitivi per finanziare la crescita”, ha precisato l’azienda.

Questo ramo di Eni registrerà circa 600 milioni di Ebitda nel 2021, per arrivare, nelle previsioni della società, a 1,2 miliardi nel 2025.

Eni R&R punta a sviluppare oltre 6 GW di capacità rinnovabile entro il 2025 e oltre 15 GW entro il 2030, con una base clienti destinata a crescere dai 10 milioni attuali a oltre 15 milioni nel medesimo arco di tempo, ha previsto la società.
Il network di infrastrutture di punti di ricarica per la mobilità elettrica che è stimato in crescita da 5mila a oltre 30mila unità al 2030.

Eni fornirà ulteriori approfondimenti sull’iniziativa, incluso il nome della nuova società, durante il capital markets day, programmato per il 22 novembre prossimo.

La crescente attenzione degli investitori sulla transizione energetica potrebbe trovare proprio nell’iniziativa di Eni un fattore di nuovo interesse sulla società, nonostante l’ingombrante status di compagnia petrolifera legato al passato e al presente del marchio.

“Puntiamo a diventare leader nella produzione e commercializzazione di prodotti completamente decarbonizzati e questa Ipo è un passo importante verso l’obiettivo”, ha affermato l’ad Claudio Descalzi, “l’unione tra retail e rinnovabili rappresenta un business di eccezione, che mette insieme la nostra crescente capacità in termini di energia rinnovabile e la nostra sempre più ampia base clienti, con un posizionamento unico in grado di cogliere le opportunità offerte dalla transizione energetica”.