Eni: come coniugare solidità finanziaria con sostenibilità sociale e ambientale

22 Dicembre 2017, di Redazione

Fin dalle origini, uno dei tratti distintivi di Eni è stato quello di adottare una strategia di business integrata in grado di coniugare solidità finanziaria con sostenibilità sociale e ambientale.
Il concetto di sostenibilità è dunque impresso nel patrimonio genetico di Eni fin dalle sue origini. È una dimensione di business che crea valore nel tempo per i suoi stakeholder, la compagnia e la società nel suo complesso.
E il management di Eni ha ben chiaro che cosa significa agire in modo socialmente responsabile: “creare opportunità a livello locale, promuovere il rispetto delle persone e dei loro diritti, valorizzare le diversità, utilizzare le risorse in modo responsabile salvaguardando l’ambiente. Correttezza, trasparenza, onestà e integrità sono i principi ai quali ci ispiriamo: per gestire le attività in tutti i contesti in cui operiamo adottiamo i più elevati standard e le linee guida internazionali”.

Nella Repubblica del Congo è arrivata l’elettricità

E proprio in questa direzioni si possono citare alcuni casi concreti di impegno da parte della oil company italiana. Da sempre l’accesso all’energia è uno degli elementi fondamentali per permettere lo sviluppo economico e sociale di una comunità. E questo Eni lo sa bene.

Dal 1968 la bandiera del cane a sei zampe sventola accanto a quella della Repubblica del Congo e parallelamente alle attività operative vengono realizzati progetti per il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali. Li dove Eni opera infatti promuove progetti che permettono al gruppo italiano di crescere insieme ai Paesi che la ospitano. Progetti di sostenibilità quali quelli per diffondere l’energia, salvaguardare l’ambiente, la salute e la sicurezza.

Infatti dopo aver acquisito il giacimento onshore M’Boundi nel 2007, Eni ha lanciato un modello di accesso energetico su vasta scala. Grazie ad un accordo con la Repubblica del Congo infatti, è stato avviato un progetto per la produzione e la distribuzione di energia elettrica. Sono due le centrali elettriche costruite da Eni: la Centrale Elettrica di Djeno e, nel 2010 Eni, la Centrale Elettrica del Congo: entrambe le centrali sono alimentate dal gas proveniente dai giacimenti M’Boundi e dal campo di Marine XII. Fanno parte di un programma che prevede anche il rilancio, la ricostruzione della rete nazionale ad alto voltaggio fra Brazzaville e Pointe-Noire e lo sviluppo della rete di distribuzione dell’energia a Pointe-Noire per saperne di più

In Iraq il disegno di una società migliore

Altro elemento fondamentale per lo sviluppo delle comunità locali è il diritto all’istruzione. Perché la scuola è un’opportunità, dove Eni svolge le proprie attività di business si attiva realizzando programmi a sostengo dell’educazione.
Ne è un esempio l’impegno in Iraq. Infatti a solo tre chilometri dal campo di Zubair, il colosso petrolifero italiano ha costruito una scuola primaria femminile dove oggi vi sono otto classi per un totale di oltre trecento bambine. Il passato era ben diverso in quanto le lezioni avvenivano su caravan caldi e affollati.
Ma c’è molto di più, poiché questa importante operazione rientra in un piano di più ampio respiro. Nel luglio del 2017 infatti, Eni ha proposto un piano di istruzione relativo al periodo 2017-2022, in linea con uno degli obiettivi dell’ONU per lo Sviluppo Sostenibile sulla qualità dell’istruzione, per fornire un’educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti. L’iniziativa prevede infatti il restauro e la riabilitazione di 50 scuole, il completamento della costruzione di 27 edifici scolastici, il miglioramento degli standard di insegnamento e la formazione professionale per saperne di più

Mozambico, l’accesso all’acqua per una crescita sostenibile

La disponibilità di acqua potabile è uno dei limiti più grandi in alcuni Paesi e aree del Pianeta. E il Mozambico è uno di quei Paesi che più necessità di interventi in tal direzione. Basti pensare che solo 13 milioni di persone, poco più della metà del totale della popolazione, hanno accesso all’acqua potabile.

Grazie al progetto “Water Wells Project” realizzato a Palma, Eni ha voluto promuovere l’accesso all’acqua potabile: nel 2015 è stata creata una piccola rete di distribuzione, composta da due pozzi con pompe elettriche sommerse, due serbatoi d’acqua pensili e tre punti pubblici di approvvigionamento. Tutto ciò oggi assicura la fornitura di 20 litri per persona al giorno a 4.000 famiglie. Perché il processo fosse sostenibile Eni ha coinvolto le principali autorità locali, i leader e i membri della comunità, e ha promosso la creazione di comitati per la gestione dell’acqua, per garantire la manutenzione e la gestione finanziaria del sistema per saperne di più