Energie rinnovabili: ecco quanti consumi coprono in Italia

16 Settembre 2021, di Alberto Battaglia

In Italia l’utilizzo delle energie da fonti rinnovabili (Fer) supera costantemente, dal 2010, i target indicati dalle direttive europee e si stima che abbia rappresentato, nel 2020, il 20% di tutti i consumi finali lordi. Una percentuale che sale al 37% se si considerano solo i consumi di energia elettrica. E’ quanto si apprende dai dati più aggiornati pubblicati dal Gestore dei servizi energetici.

I dati acquisiti più recenti, tuttavia, risalgono ancora al 2019 e sono stati pubblicati nel rapporto Gse pubblicato il 2 agosto scorso. Se nel 2005 le rinnovabili rappresentavano solo il 7,5% dell’energia consumata, nel 2019 si è passati al 18,2%, con il grosso della crescita concentrata fra il il 2005 e il 2013. Gli obiettivi Ue sull’uso delle rinnovabili erano al 15,1% nel 2019 e sarebbero stati superati anche nel 2020, dal momento che si stima una copertura tramite le fonti rinnovabili del 20% dei consumi finali a fronte di un target del 17%.

Rinnovabili, le più utilizzate per la produzione di energie

Anche la sola energia elettrica supera da sempre gli obiettivi europei ed è passata dal 16% dei consumi al 35% nel 2019 (contro un target del 25,5%). In questa specifica categoria il 40,76% dell’energia da fonti rinnovabili è arrivata dall’idroelettrico, il 20,52% dal solare e il 16,61% dall’eolico.

Meno virtuoso, invece, il settore trasporti i cui consumi energetici sono stati soddisfatti da Fer solo per il 9% nel 2019, contro un obiettivo Ue del 9,4%. In questo ambito i target erano già stati mancati per tre volte nel passato, nel 2014, 2017 e nel 2018.

Infine, l’energia termica: in questo caso le Fer hanno coperto il 19,7% dei consumi finali.

A fine 2020 risultano in esercizio in Italia circa 950.000 impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, aveva comunicato Gse, per una potenza complessiva di oltre 56 GW. Di questi impianti, quasi 936.000 sono fotovoltaici, circa 5.700 eolici, mentre i restanti sono alimentati dalle altre fonti (idraulica, geotermica, bioenergie).

“La pandemia ha contribuito a rafforzare la consapevolezza dell’importanza dello sviluppo sostenibile e dell’urgenza di mettere in campo tutti gli sforzi necessari per raggiungere gli obiettivi ancora più impegnativi che l’Europa ha reputato di darsi”, aveva dichiarato lo scorso maggio il Presidente del Gse, Francesco Vetrò, sottolineando che “la transizione energetica costituisce la chiave principale per superare il momento storico così complesso che ci troviamo a vivere e per puntare decisi alla decarbonizzazione al 2050 e, perché ciò si realizzi, occorre, già nel breve termine, cogliere le opportunità offerte dalle ingenti risorse che con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza l’Europa destina alla ripresa economica del Paese”.