Enel è l’utility integrata nel sud Ue preferita dai broker

26 Luglio 2021, di Alessandra Caparello

Enel rappresenta l’utility verticalmente integrata nel Sud Europa preferita dai broker. Infatti circa il 76% della nuova capacità proveniente da fonti rinnovabili nei prossimi anni riguarderà i mercati chiave del gruppo guidato dall’ad Francesco Starace (Italia, Iberia, Nord e Sud America), “rafforzando così l’integrazione verticale”.
A dirlo gli analisti di Barclays che in attesa dei conti del primo semestre 2021 che verranno rilasciati giovedì 29 luglio dopo la chiusura dei mercati, confermano il rating Overweight e il target price di 10 euro sul titolo.

La view di Barclays su Enel

Per quanto riguarda i numeri di bilancio, gli analisti della banca inglese in particolare prevedono un Ebitda del primo semestre di 8,304 miliardi di euro, un calo del 6% anno su anno. Le attese sul mercato italiano sono di stabilità (4,068 miliardi l’Ebita) con un leggero calo (5%) delle reti. Gli analisti della banca inglese inoltre stimano un utile netto del primo semestre 2021 in aumento del 19% anno su anno a 2,316 miliardi di euro, pur ipotizzando un’aliquota fiscale più elevata, pari al 32%.
Il broker prevedono un Ebit del primo semestre per 5,131 miliardi di euro, in aumento del 13% ipotizzando un calo del 25% degli ammortamenti e degli accantonamenti.

Nel corso di un’intervista a Il Corriere, Francesco Starace, amministratore delegato di Enel dal 2014, si sofferma sulle opportunità correlate a un modello libero da combustibili fossili e sul Pnrr italiano.

Quando abbiamo presentato il nostro piano strategico lo scorso novembre il Pnrr non c’era ancora, ma dopo la sua introduzione già il prossimo autunno aggiorneremo il nostro piano, del resto oltre all’Italia, anche Spagna, Romania e Grecia, dove siamo presenti, hanno previsto importanti piani economici. Noi puntavamo a triplicare la nostra presenza nelle rinnovabili nel giro di dieci anni.
Il nostro obiettivo con il Pnrr è di incrementare notevolmente nel giro di cinque anni il volume di investimenti sulla rete in Italia e in Spagna. Poi si aggiunge tutto il lavoro per l’efficientamento energetico, i condomini, la mobilità elettrica e i porti verdi».