Emirati: prezzi petroliferi torneranno “normali entro un anno o due”

16 Giugno 2020, di Alberto Battaglia

Gli attuali prezzi del petrolio, intorno ai 40 dollari al barile, sarebbero stati considerati “un sogno” anche solo lo scorso aprile; livelli di prezzo definitivamente normalizzati, tuttavia, potrebbero farsi attendere ancora un anno o due. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Energia degli Emirati arabi uniti, Suhail Al Mazrouei (in foto), nel corso della conference call tenuta questo lunedì.

Essenziali per stabilizzare i prezzi del greggio, in un contesto in cui la produzione e la domanda di petrolio sono abbattuti dalla crisi Covid-19, si sono rivelati i tagli decisi dal cartello allargato dei Paesi esportatori di petrolio Opec+. Il gruppo ha deciso una massiccia riduzione dell’output vicina ai 10 milioni di barili al giorno.

I prezzi potrebbero tornare “normali” entro un anno o due, ha detto Mazrouei, senza però specificare a quale cifra corrisponda un prezzo di questo tipo. Se ci si basasse sul valore medio che il Brent ha avuto nel corso del 2019 si starebbe parlando di 64 dollari al barile, un incremento del +60% rispetto ai valori attuali.

“Abbiamo visto ottimi segnali di ripresa della domanda”, ha aggiunto Mazrouei, “abbiamo visto aumentare il numero di veicoli in circolazione”, ha affermato il ministro, ricordando come la domanda di petrolio sia cresciuta in Cina, India ed Europa.

La possibilità che il coronavirus torni a colpire duramente potrebbe naturalmente influenzare lo scenario delineato dal ministro: “Avremo una seconda ondata? Spero di no. Spero che non limiteremo i viaggi e che torneremo almeno a un livello di consumo ragionevole. Ora siamo tornati al livello di consumo del 2013, che ci crediate o no”.

La previsione della Iea

Nel frattempo una previsione confortante è arrivata dall’Agenzia internazionale dell’energia, secondo la quale nel 2021 si verificherà un recupero record nella domanda di petrolio. Se nel 2020 tale domanda subirà un calo pari a 8,1 milioni di barili al giorno, nell’anno successivo il recupero sarà pari a 5,7 milioni di barili – un incremento record.