Emirati Arabi Uniti: made in italy in vetrina

22 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il made in Italy si prepara a mettersi in mostra negli Emirati Arabi Uniti. Dal prossimo 29 maggio al 1° giugno nel Centro esposizioni di Sharjah si svolgerà infatti l’Italian Lifestyle in the Emirates, la grande fiera interamente dedicata all’Italia, giunta alla quarta edizione, che coinvolge 130 aziende italiane e 12mila visitatori. La manifestazione, che nasce dall’idea di coniugare la forte vitalità economica degli Emirati Arabi Uniti con alcuni dei settori produttivi che hanno maggiormente contribuito negli anni all’affermazione del made in Italy, presenterà una variegata gamma di prodotti di alta qualità, tipici del settore dell’artigianato e delle Pmi Italiane, in grado di attirare e concentrare l’interesse sia degli operatori presenti negli Emirati Arabi Uniti e nelle aree geografiche di influenza, sia del più qualificato pubblico dei consumatori finali. L’esposizione (www.italianlifestyleintheemirates.it), organizzata dell’Expo Centre di Sharjah e da Artex-Centro per l’Artigianato Artistico, vedrà la partecipazione di una collettiva di aziende italiane che operano in diversi settori produttivi e sarà articolata in tre aree espositive: arredamento, accessori e complementi e agroalimentare. Gli Emirati Arabi Uniti, spiega l’Ice, rappresentano uno dei mercati internazionali maggiormente dinamici e in forte sviluppo, sia per le potenzialità del mercato interno sia per la forte attrattiva che svolgono nei confronti di una vasta area geografica che si estende dai Paesi del Golfo a Nord fino ai Paesi Csi, a Est fino all’India e a Ovest fino all’Africa del Nord. In quest’area, grazie alla costante evoluzione dei gusti del consumatore, è sempre più forte il riferimento e la propensione verso i prodotti italiani. Intanto Emma Bonino, ministro per il Commercio internazionale, dice che “per diventare più competitivi sul piano internazionale abbiamo preso delle iniziative di sostegno con la ristrutturazione della rete dell’Ice e con l’apertura a maggio di 14 desk anticontraffazione nei Paesi più complessi, Cina, India, Brasile e poi in Usa per i prodotti agroalimentari. Nei desk ci saranno – spiega il ministro – dei trade analist che lavoreranno gratuitamente in materia di proprietà intellettuale per le Pmi che vogliono depositare i loro brevetti. Avranno inoltre il compito di monitorare i prodotti di maggiore contraffazione. Obiettivo è vincere la contraffazione, fenomeno molto globalizzato, di cui noi siamo purtroppo partecipi, essendo i terzi contraffattori al mondo dopo Cina e Corea del Sud. Anche i cinesi stanno diventando dei partners in quanto negli ultimi tempi stanno depositando a loro volta i loro brevetti”. Per il ministro, infine, “i nostri sistemi di supporto sono ancora inadeguati e obsoleti”.