Economia

Emergenza coronavirus, S&P: recessione globale è già in atto

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Mentre la pandemia di coronavirus si intensifica e la crescita si dirige verso il basso, in un contesto di mercati volatili e di crescente stress del credito, gli economisti di S&P Global prevedono una recessione globale già quest’anno. In un report intitolato “COVID-19 Macroeconomic Update: The Global Recession Is Here And Now“, gli economisti dell’agenzia  stimano la crescita del PIL mondiale nel 2020 ad appena l’1,0%-1,5%, con rischi che rimangono decisamente al ribasso.

“I dati iniziali della Cina suggeriscono che la sua economia è stata colpita molto più duramente del previsto, anche se è iniziata una timida stabilizzazione”, ha dichiarato Paul Gruenwald, Chief Economist di S&P Global. “L’Europa e gli Stati Uniti stanno seguendo un percorso simile, poiché le crescenti restrizioni ai contatti personali fanno presagire un crollo della domanda che porterà un’attività nettamente inferiore nel secondo trimestre prima che inizi la ripresa nel corso dell’anno”.

Dall’ultimo aggiornamento, avvenuto il 3 marzo, la diffusione del coronavirus ha subito un’accelerazione e il suo effetto economico è fortemente peggiorato. I dati economici rimangono scarsi, ma i dati iniziali della Cina, attesi da tempo, per gennaio e febbraio sono stati molto peggiori di quanto si temesse.
La diffusione del virus, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato pandemia l’11 marzo, sembra ora stabilizzarsi in gran parte dell’Asia. Tuttavia, le crescenti misure restrittive prese in Europa e negli Stati Uniti hanno fatto vacillare i mercati sottolinea S&P.

Diverse le cose da considerare, secondo Gruenwald. In primis come hanno dimostrato i primi dati provenienti dalla Cina, le crescenti restrizioni sui contatti da persona a persona influenzeranno l’attività economica. Non ci sono regole empiriche per stimare come questo allontanamento sociale possa influenzare le variabili economiche chiave.

Ora la Cina è un modello di come la diffusione del virus potrebbe stabilizzarsi e la società potrebbe cominciare a tornare alla normalità. Come la Cina ha dimostrato però, le restrizioni potrebbero essere eliminate molto più lentamente di quanto si pensasse in origine, dato che le preoccupazioni per la salute pubblica persistono.