EMBRIONI UOMO-ANIMALE, VESCOVI: UNA BUFALA

6 Settembre 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 6 set – Sulla prima pagina del “Giornale” il neurobiologo Angelo Vescovi parla per la notizia del via libera in Gran Bretagna alla creazione a scopo di ricerca di embrioni ibridi, contenenti materiale genetico sia umano che animale, di “vera bufala”: “Http://www.hfea.gov.uk/en/1581.html. La sigla inintelligibile qui sopra – scrive – è la chiave per svelare il mistero che circonda la (inesistente) decisione dell’HFEA (Human fertilization embryology authority)”. Secondo Vescovi l’HFEA non ha autorizzato alcuna procedura che prevede di “produrre embrioni chimerici uomo/animale, da cui estrarre cellule staminali per studiare e curare numerose malattie terribili”. “Dopo una lunga prolusione che spiega come, nel ponderoso processo di valutazione, tutti abbiano potuto dire la loro – sottolinea -, l’HFEA comunica di avere stabilito che non esistono motivi fondamentali per impedire questo tipo di ricerca, salvo specificare subito dopo che questo non equivale ad un ‘totale semaforo verde’. In essenza e senza storture, il comunicato continua dicendo che HFEA spera di poter decidere se autorizzare o meno l’avvio dei due progetti sottoposti entro novembre. Nessuna decisione. Nel migliore dei casi è un mezzo passo in avanti”. Sottolinea inoltre che “HFEA dice che la ricerca su chimere uomo/animale non viene proprio presa in considerazione, nemmeno dagli scienziati! Quindi, se non stiamo discutendo di (non) decisioni che riguardano la produzione di chimere di cosa parliamo? Parliamo di qualcosa di profondamente diverso. HFEA esclude studi su organismi che contengono contemporaneamente cellule umane ed animali – le chimere appunto – ma deve decidere sulla clonazione umana, fatta partendo da cellule uovo d’animale. Si tratta di una clonazione ibrida, in cui si prende una cellula uovo animale e si sostituisce il suo nucleo e patrimonio genetico con quello preso da una cellula umana. Il risultato è una cellula né umana né animale, un ibrido. Se sopravvive, questa genera un embrione clonato, anche lui fatto delle stesse cellule ibride” che hanno “un ‘pilota’ umano che, abituato a guidare una centrale energetica umana, deve gestirne una d’origine animale, con cui deve comunicare ma non può, poiché quest’ultima parla un linguaggio biologico diverso, quello animale appunto” inficiando così, a detta dello scienziato, il loro utilizzo per eventuali trapianti cellulari.