Elezioni Usa, Sanders: “Clinton legata a sistema finanziario corrotto”

18 Gennaio 2016, di Alessandra Caparello

CHARLESTON (WSI) – Ultimo faccia a faccia a Charleston, in South Carolina tra i candidati democratici alle presidenziali Usa  Hillary Clinton e Bernie Sanders, gli unici e indiscussi protagonisti delle primarie che si terranno a febbraio in Iowa e nel New Hampshire.

Secondo alcuni media americani a uscirne vincente dal confronto televisivo è il senatore Sanders, se non altro perchè la Clinton è apparsa troppo “politically correct”, senza troppi slanci. Il confronto si è svolto in maniera pacata con toni accesi ma senza cadere in banali insulti o colpi bassi.

Clinton mette a segno il primo round quando accusa Sanders di aver votato la legge che garantisce l’impunità ai costruttori di armi e riduce i tempi dei controlli preventivi sugli acquirenti. Sanders cerca di difendersi ma alla fine è “costretto”  a fare una promessa ai suoi elettori, ossia sostenere leggi più restrittive, con il beneplacito di Clinton.

Scintille tra i due candidati democratici sull’Obamacare, l’assistenza sanitaria attuata dal Presidente Barack Obama, difesa a spada tratta dalla Clinton mentre Sanders annuncia di volerla riformare ma nel senso di estenderla a tutti, essendo la salute “un diritto e non un privilegio”.

Altro terreno di scontro è Wall Street, mentre Sanders sostiene che Clinton non potrà mai avere quella caparbietà e tenacia battersi contro i privilegi del mondo finanziario, dal momento che ha accettato grandi contributi dallo stesso, la stessa ex first lady accusa il rivale di aver votato in passato a favore della deregulation dei mercati finanziari e dell’allentamento del controllo federale.

“Io non prendo soldi da Goldman Sachs”

A chi gli chiedeva qual è la principale differenza tra lui e Clinton nel modo con cui si relazionano a Wall Street, il senatore del Vermont ha detto che prima di tutto “io non prendo soldi dalle grandi banche. Non ricevo soldi da Goldman Sachs per parlare alle conferenze”.

“Hai  ricevuto più di 600 mila dollari da Goldman Sachs in un anno”, ha detto rivolgendosi direttamente alla sua rivale. Mi sembra molto strano che un’istituto di credito paghi 5 miliardi di dollari di multe per violazione della legge e nessuno dei sui manager venga messo sotto processo, mentre i ragazzi che fumano marijuana finiscono in cella”.

La frecciata non è unicamente rivolta alla sua rivale nelle primarie Democratiche. “Io comunque non prendo soldi dalla Goldman Sachs”, riferendosi a Ted Cruz e ai suoi prestiti non dichiarati nella sua campagna elettorale. Entrambi i candidati promettono di aumentare le tasse sui milionari, di cancellare i privilegi fiscali per gli hedge fund, di combattere l’elusione delle imprese che spostano sedi fiscali nei paradisi offshore. Sul tema delle banche poi  Sanders propone di “smembrare i colossi bancari, ripristinare la legge Glass-Stegall” e sono di nuovo scintille.

Non mancano i grandi temi internazionali, in primis la questione dell’Iran e della Siria: entrambi i candidati concordano sul fatto che occorre usare la via diplomatica per risolvere la crisi e per sconfiggere il terrorismo. Con l’occasione la Clinton punta il dito contro le bizzarre idee di Donald Trump e la sua ultima proposta di bandire i musulmani dal territorio americano. “I musulmani americani sono la nostra linea migliore di difesa” – dice la Clinton che continua – “certi commenti che sento dai Repubblicani sono non solo vergognosi ma anche pericolosi”.