Elezioni Usa, insulti costano caro a Trump che chiede “scusa”

19 Agosto 2016, di Daniele Chicca

NEW YORK (WSI) – Insulti, gaffe e dichiarazioni poco diplomatiche stanno costando caro a Donald Trump. Il controverso candidato Repubblicano alle elezioni presidenziali si è tirato una pala sui piedi nelle ultime uscite di campagna elettorale, al punto da vedere indebolire il nocciolo duro di elettori su cui fino ad ora aveva potuto contare a occhi chiusi: gli uomini di razza caucasica. Potrebbe essere il colpo del definitivo KO per il tycoon newyorchese, dal momento che in quel bacino elettorale risiede l’unica possibilità di vittoria nel voto di novembre.

Dev’essere anche per questo che l’orgoglioso Trump, come il personaggio di Fonzie in Happy Days, ha trovato la forza per chiedere scusa, dicendosi dispiaciuto se qualcuno si è sentito offeso per i suoi insulti fuori luogo, che sono stati corredati da uscite polemiche, gaffe numerose e altri scivoloni diplomatici che l’hanno visto perdere quota nei sondaggi a favore della sfidante democratica Hillary Clinton. In un insolito – per il suo carattere – ‘mea culpa’ il magnate dell’immobiliare, che non ha mai ricoperto un incarico politico di rilievo prima, si è scusato se ha offeso qualcuno.

In un comizio a Usa Charlotte, nel North Carolina, Trump ha stupito tutti, chiedendo scusa a quanti può avere offeso. “L’ho fatto. E credetemi o no, mi dispiace”, ha dichiarato, scatenando risate e applausi dalla folla riunita ad ascoltarlo, “me ne pento. Soprattutto quando ho potuto causare dolore personale”.

Il quadro attuale di una campagna elettorale che i commentatori definiscono senza precedenti per i suoi volta faccia e per la presenza di due candidati così polarizzanti, suggerisce uno sviluppo inatteso: la rivale Clinton, ex Segretario di Stato e First Lady, potrebbe riuscire ad arginare le differenze di genere, magari proprio con gli uomini che finora hanno dimostrato di non apprezzarla.

Alcuni sondaggi danno ragione alla strategia di Clinton: negli Stati più cruciali Trump mostra gradimenti pari o inferiori a quelli che vantava quattro anni fa l’allora candidato del partito conservatore Mitt Romney. Se il miliardario non riuscirà a fare meglio del mormone poi sconfitto da Barack Obama, difficilmente riuscirà a conquistare la fiducia degli elettori bianchi ancora indecisi. Il rischio è ancora più grande alla luce del fatto che – come segnala il Financial Times – Clinton potrebbe essere il primo candidato democratico dal 1952 a vincere tra gli elettori bianchi che si sono laureati. Un tale risultato non sarebbe da poco visto nel 2012 Romney aveva conquistato il 52% di questo target contro il 42% di Obama.

Dal momento che gli elettori bianchi con al massimo un diploma rappresentano solo il 45% degli elettori con diritto di voto, la strategia di infondere paura tra la classe operaia per convincerla a stare con Trump potrebbe fallire. Già quattro anni fa le persone di razza bianca che hanno frequentato al massimo le scuole superiori non rappresentavano – una prima nella storia Usa – la maggioranza di chi poteva recarsi alle urne.

Mentre Trump lede sé stesso, Clinton recupera quota nei sondaggi tra gli uomini in generale. Secondo le informazioni raccolte da Nbc News/Wall Street Journal, a livello nazionale Clinton ha superato il candidato repubblicano raggiungendo il 43% delle preferenze contro le 42% del rivale. La rilevazione condotta da Bloomberg Politics sostiene invece che Trump sia ancora al comando, ma solo a cifra singola.

Romney conquistò questa categoria demografica con un vantaggio del 27% su Obama. Questi dati sono particolarmente preoccupanti per il candidato repubblicano, soprattutto se si considerano i risultati anche peggiori che sta registrando nella popolazione afroamericana. Gli ultimi sondaggi collocano le sue preferenze vicino all`1%, mentre i latini non superano il 20%, circa 7 punti in meno di quanto ottenuto da Romney nelle ultime elezioni.