Elezioni Usa 2016: è il giorno di Melania Trump. Che copia Michelle Obama

19 Luglio 2016, di Alessandra Caparello

CLEVELAND (WSI) – “Vinceremo, vinceremo alla grande”, così sulle note di “We Are The Champions” dei Queen, Donald Trump è comparso sul palco della convention repubblicana a Cleveland. Lo slogna scelto per la prima giornata è “Make America Safe Again”.

“Ci vuole il pugno, duro, c’è bisogno di un vero leader” dice il tycoon che punta ad un’America più sicura e sceglie come primi “testimonial” l’ex sceriffo di New York, il sindaco Rudolph Giuliani, l’uomo della tolleranza zero che promette: “Quello che ho fatto io per New York, Trump lo farà per l’America”.

Dito puntato contro Barack Obama che, secondo quanto dice Stephen Loomis, capo della Cleveland Police Patrolmen’s Association, istiga la violenza dei neri con le sue parole di condanna degli abusi di polizia.

Il miliardario americano che ha sbaragliato la concorrenza e viene incoronato l’unico leader repubblicano in corsa per la Casa Bianca, contro la candidata democratica Hillary Clinton, con l’occasione presenta sua moglie, “una donna straordinaria, la prossima first lady”. 

Con il suo inglese a stenti, Melania Trump  racconta la sua storia di ex modella arrivata dalla Slovenia e americana da 10 anni, dal 2006, il “più grande privilegio della Terra” come afferma la donna.

 “Se avrò l’onore di diventare first lady, userò quel meraviglioso privilegio per tentare di aiutare chi ne ha più bisogno”.

Ma il discorso di Melania Trump accende polemiche e molti l’accusano di plagio. Due passaggi del suo discorso sono sembrati simili, anzi identici a quelli pronunciati da Michelle Obama nel 2008 proprio durante la convention democratica che incoronò Barack Obama candidato alla presidenza e i media Usa parlano di possibile plagio. Ecco i passaggi incriminati:

 “Fin da giovane i miei genitori mi hanno insegnato il valore del lavorare duramente per quello che si vuole nella vita, che le promesse vanno mantenute e che si deve fare ciò che si promette di fare (…) Dobbiamo trasmettere la lezione alle generazioni che verranno e sulla loro educazione”.