Elezioni Ue: Salvini vola in Polonia in cerca di alleati euroscettici

10 Gennaio 2019, di Alessandra Caparello

Si scaldano i motori per le prossime elezioni europee e in Italia a muoversi d’anticipo è il vicepremier leghista Matteo Salvini. Dopo l’incontro con il premier ungherese Victor Orban, Salvini è volato a Varsavia dove ha incontrato oltre ad esponenti del governo, Jaroslaw Aleksander Kaczynski, il presidente del partito nazionalista ed euroscettico che governa la Polonia, il Pis. Obiettivo discutere la possibilità di formare un’alleanza euroscettica per la tornata elettorale in programma a maggio.

Piena condivisione sul tema della sicurezza e della lotta all’immigrazione clandestina con il ministro dell’Interno polacco. Con il presidente del Consiglio abbiamo parlato delle relazioni tra i due Paesi. Con Kaczynski abbiamo parlato dell’Europa che verrà, contro la burocrazia europea. Abbiamo parlato di economia, ma anche di valori (…) Se il bilancio europeo taglia i fondi all’agricoltura alla Polonia e all’Italia non ci piacerà”.

Il segretario della Lega svela così i suoi piani: un contratto di governo per l’Europa sulla falsariga di quello che in Italia ha siglato con i Cinque Stelle.

E’ cominciato un dialogo con Kaczynski. Abbiamo proposto un programma comune da offrire anche ad altri interlocutori. Non abbiamo parlato di numeri di parlamentari o di presidenti di Commissione. Con il leader del partito di maggioranza in Polonia è iniziato un percorso di condivisione e di progetti futuri per un Parlamento europeo che sarà diverso dal duopolio tra socialisti e Ppe che governa l’Europa. Sarà la risposta migliore agli euroscettici che sono coloro che governano l’Europa da anni. Movimenti popolani come Lega e Pis daranno vita alla primavera europea, ad un sogno che ci hanno rubato quelli dell’Europa della finanza e delle banche (…) Ho proposto al leader del PiS Jaroslav Kaczinski, e ho intenzione di proporlo ad altri un patto per l’Europa con una serie di punti in comune sul modello di quello tra Lega e M5S per il Governo italiano in cui italiani, polacchi, spagnoli, danesi e gli altri decidono se essere o no d’accordo. Ci lavoreremo prima delle elezioni.