Elezioni: “Incertezza politica non sarà ostacolo per la ripresa”

23 Gennaio 2018, di Mariangela Tessa

La forza ciclica pesa attualmente di più delle note debolezze strutturali dell’economia italiana. Questo scenario spiega perché l’incertezza dovuta alla tornata elettorale non dovrebbe distogliere il Paese dal cammino intrapreso.

Così Nadège Dufossé, CFA, Head of Asset Allocation di Candriam Investors Group che in una nota odierna spiega che

“La ripresa del paese è diventata autosufficiente, in quanto sia la fiducia delle imprese (PMI Composite a 56,5 punti) che il sentiment dei consumatori (poco sotto il suo livello record) sono notevolmente migliorati dalla scorsa estate. In un orizzonte di medio termine, la sostenibilità del debito è migliorata, grazie al fatto che il tasso di interesse medio pagato sul debito in essere sta diminuendo, il tasso di crescita nominale è cresciuto e il saldo primario dovrebbe rimanere invariato. Di conseguenza, il FMI stima che il rapporto debito/PIL italiano tocchi quota 120% nel 2022, in calo dal 133% registrato nel 2017″

Resta invece incerto l’esito della nuova tornata elettorale.

Grazie alla nuova legge elettorale, Rosatellum, è molto improbabile che si formi un Governo formato da partiti anti-establishment. Ciò riduce quindi in modo significativo il rischio di coda che l’Italia lasci la zona euro, per ora. Lo scenario più probabile è che si crei un parlamento sospeso, ma ciò non rappresenterebbe di per sé una minaccia per la zona euro, in quanto una grande coalizione potrebbe gestire la situazione.

E sempre a proposito di risultati elettorali, secondo l‘analista Tom Luongo, nonostante la nuova legge elettorale garantisca “quasi un governo di minoranza”  per l’esperto “c’è ancora la possibilità di una grande coalizione, simile a quella che Martin Schultz e Angela Merkel”

Tuttavia,

 “il problema per Berlusconi e per i Democratici, se questo è il loro piano, è che sta diventando ovvio che il Cavaliere è il candidato civetta in queste elezioni” scrive l’analista specificando che  Berlusconi e il leader della Lega, Matteo Salvini, non sono sullo stesso piano su molti temi tra cui euro, tasse e immigrazione.