Germania, Merkel vola ed è pronta a scaricare Schaeuble

12 Settembre 2017, di Alberto Battaglia

La carica della cancelliera tedesca in carica, Angela Merkel, a pochi giorni dalle elezioni federali in Germania, non sembra minimamente in discussione. I sondaggi le affidano un margine di quasi 15 punti sull’Spd guidata da Martin Schulz. A rischiare la poltrona, tuttavia, è uno dei ministri più popolari del Paese: Wolfgang Schaeuble. Tanto è amato in patria quanto indigesto è nel resto d’Europa. Perlomeno se si parla di quell’Europa del Sud che più ha pagato la ricetta dell’austerità attraverso la quale le finanze pubbliche sono state richiamate all’ordine a prezzo di grandi sofferenze sociali.

Con Merkel, l’accordo non è sempre stato facile. Era il ministro delle Finanze tedesco ad aver suggerito l’estromissione della Grecia nel picco della crisi del Paese ellenico. La strategia di Schaeuble avrebbe dovuto dimostrare che fuori dall’euro la vita sarebbe stata peggiore; ma Merkel appoggiò la linea di coloro che si schierarono a favore del mantenimento del blocco, temendo possibili effetti domino.

Il punto fondamentale, però, è che la figura del “falco del rigore” per antonomasia sia ormai un ostacolo per le intese con la Francia di Macron, con la quale la Germania sarebbe chiamata a riformare l’Europa su basi (si spera) più solidali. In caso di una nuova coalizione di governo è probabile che il partito alleato della Cdu di Merkel, sia quello socialista o quello dei liberali, chieda in cambio del sostegno il ministero più ambito: quello delle Finanze, occupato attualmente da Schaeuble.

Secondo quanto ha raccontato una fonte di alto livello della Cdu, nel caso in cui i liberali si aggiudicassero le Finanze, Merkel terrebbe per sé le redini delle relazioni europee, necessarie per il processo di riforma (in cui i “falchi” potrebbero interferire). E Schaeuble? Potrebbe essere costretto ad accontentarsi della presidenza del Bundestag, il parlamento tedesco. Ma c’è chi giura che non sarà facile metterlo ai margini della vita politica tedesca, che l’ha visto impegnato a vario titolo sin dal 1972.