Elezioni Germania, chi è Olaf Scholz, il favorito alla successione della Merkel

24 Settembre 2021, di Massimiliano Volpe

Olaf Scholz, attuale vice cancelliere e ministro delle Finanze, è il candidato del partito socialdemocratico (SPD) alle elezioni federali di domenica 26 settembre.

All’interno del suo partito Scholz è stato scelto come candidato perché in grado di unire le diverse anime della SPD in virtù dell’esperienza accumulata durante la pandemia da Covid come ministro delle Finanze.  Scholz ha giocato un ruolo centrale nella messa a punto di pacchetti di stimolo economici interni e della nuova governance economica europea culminata nell’avvio del Recovery plan.

Scholz è un socialdemocratico di lungo corso e ha già ricoperto importanti incarichi nel governo federale. Qualcuno ha detto che ha esperienza più che carisma. Viene considerato un moderato in grado di tranquillizzare l’elettorato di centrosinistra che non ama colpi di testa soprattutto su temi come l’immigrazione e la sicurezza.

La biografia di Olaf Scholz

Nato nel 1958 a Osnabrück, in Bassa Sassonia, ma cresciuto nel distretto Rahlstedt di Amburgo, Scholz ha studiato legge specializzandosi in diritto del lavoro.

Di professione avvocato, nei tribunali si è visto poco perché gran parte della sua vita è stata dedicata alla politica.

A soli 17 anni, nel 1975, entra nel partito socialdemocratico (SPD) dove si mette subito in mostra come vicepresidente dell’unione internazionale della gioventù socialista.

Scholz viene eletto per la prima volta deputato al Bundestag nel 1998.

Grazie alle sue qualità di mediatore tra il 2000 e il 2004 ricopre la carica di presidente della SPD, il partito socialdemocratico.

Successivamente dal 2007 al 2009 ricopre l’incarico di ministro del Lavoro nel primo governo Merkel.

Fino al 2011 è stato membro del Bundestag, quando viene eletto sindaco di Amburgo, carica che ricoprirà per due volte fino al 2018.

Nel 2018 diventa ministro delle Finanze del quarto governo Merkel.

Nell’agosto del 2020 infine diviene il candidato ufficiale del partito socialdemocratico alle elezioni federali.

Olaf Scholz è sposato con la collega politica dell’SPD, Britta Ernst.

Le rilevazioni attuali indicano con chiarezza che la prossima coalizione di governo non potrà reggersi sulla sola alleanza fra socialdemocratici e cristiano democratici, come avvenuto nell’ultima legislatura.

Almeno tre partiti saranno necessari per racimolare un numero di seggi sufficiente (in Germania sono assegnati in modo proporzionale ai voti ricevuti). Anche maggioranze alternative sono matematicamente possibili, laddove non sarebbe necessario mettere insieme i due partiti storicamente più importanti. Nello specifico, Verdi e liberali potrebbero alternativamente coalizzarsi con l’Spd o la Cdu, fissando agende presumibilmente assai differenti.

In una campagna elettorale dai toni a tratti noiosi il favorito nei sondaggi per la corsa alla guida della Cancelleria, l’attuale ministro delle Finanze socialdemocratico Olaf Scholz, è stato coinvolto in un’indagine per riciclaggio.

Per il suo partito, la Spd si tratta di un complotto dietro il quale ci potrebbe essere Armin Laschet il candidato della Cdu che sta sprofondando nei sondaggi a meno di una settimana dalle elezioni in Germania. Ma gli attacchi a Scholz sono arrivati anche dai Verdi, teorici futuri alleati dopo le urne. Dalla Spd rispondono tacciando le polemiche come strumentali.

La vicenda ha inizio il 9 settembre quando erano state effettuate delle perquisizioni negli uffici del Ministero di Berlino, ed ha per oggetto il comportamento scorretto di un dipendente del dipartimento “Financial Intelligence Unit” (Fiu) della dogana di Colonia che dipende dal dicastero guidato da Scholz che non avrebbe girato alla polizia e alle procure informazioni su possibili operazioni di riciclaggio.

In particolare la Fiu è accusata di omissione di atti di ufficio per la mancata esecuzione di accertamenti dopo le segnalazioni di alcune banche su sospetti di riciclaggio per milioni di euro. I trasferimenti non sarebbero stati segnalati dalla dogana alle autorità competenti.
L’indagine dei magistrati della Bassa Sassonia era stata avviata nel 2020 e per questo alla Spd parlano di giustizia ad orologeria.