“La nostra potrebbe essere l’ultima commissione europeista”

25 Gennaio 2019, di Alberto Battaglia

La nostra potrebbe essere l’ultima Commissione europea che davvero è composta da persone che nell’Europa credono davvero”: è un monito assai pessimista quello pronunciato a Davos da Cecilia Malmstrom, commissaria al Commercio dell’esecutivo Ue. All’orizzonte, infatti, si teme un’altra ondata di politica a vario titolo euroscettica, che potrebbe abbattersi sugli equilibri del nuovo parlamento europeo. Sarà quest’ultimo a dover assegnare la fiducia alla nuova Commissione.

Il governo italiano in passato non ha risparmiato attacchi al gruppo guidato da Jean-Claude Juncker: “Il Presidente della Commissione europea inizia a sentire il terreno mancargli sotto i piedi a pochi mesi dalle elezioni europee”, aveva detto il vicepremier Luigi Di Maio commentando il recente mea culpa sull’austerità.

Malmstrom non lo nasconde, per la possibile ascesa dei populisti “sì, sono molto preoccupata”. Le elezioni europee si terranno fra il 23 e il 26 maggio, il nuovo Europarlamento si riunirà a luglio per la prima volta.

Il ministro degli Esteri italiano, Enzo Moavero Milanesi, non condivide le preoccupazioni di Malmstrom: le prossime saranno “per la prima volta elezioni politiche autentiche, non solo una ripetizione degli equilibri politici in Europa”. Elezioni “che potrebbero cambiare il volto delle cose”, ha detto nella cornice del World Economic Forum. Per il meglio?

“Ovunque in Europa, ci sono movimenti … che in generale rispondono alla mancanza di speranza, alla mancanza di fiducia … Dobbiamo rispondere a ciò che la gente chiede, a ciò che la gente desidera ottenere; è obbligatorio per tutti “, ha detto Milanesi aggiungendo che l’etichetta di populista è troppo vaga per distinguere i movimenti ad essa associati.