El Erian: i mercati scommettono su tre carte molto rischiose

14 Gennaio 2015, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Il mercato continua a scommettere su tre eventi, che molto probabilmente, non si avvereranno: ovvero una crescita globale elevata ed equilibrata, l’assenza di errori di politica e la capacità la prevenire incidenti di mercato. Per quanto auspicabili, la triste realtà è che tali scommesse rischiano di rivelarsi estremamente rischiose per le generazioni attuali e future”. La pensa così Mohamed A. El-Erian, chief economic adviser di Allianz che, in un articolo pubblicato su MarketWatch, smonta uno ad uno questi assunti.

Partiamo dalla crescita. Secondo El Erian, se è vero che gli Stati Uniti e la Cina sono ben posizionati rispetto ad altri paesi per centrare le stime di crescita in circolazione in questo periodo, rispettivamente del 3 e del 7%, ben più difficile è pensare che Europa e Giappone possano evitare la deflazione e crescita stagnante. “La zona euro, il Giappone e alcuni mercati emergenti dovrebbero trovare nuovo motori di crescita. Non solo. E’ necessario che Eurolandia rafforzi il processo di integrazione”.

La seconda componente della scommessa collettiva – ovvero l’assenza di errori politici– appare per El Erian altrettanto tenue. Le politiche non convenzionali adottate dalle banche centrali, in particolare nei paesi avanzati, hanno l’obiettivo di ridurre la volatilità, garantiro la stabilità economica, dando allo stesso tempo più tempo ai governi di progettare e fornire una risposta politica più adeguata alla crisi. In pratica – spiega El Erian – questo approccio si fonda sulla speranza che l’aumento delle valutazioni di mercato possano rilanciare i consumi e gli investimenti.

La realtà è che l’attuale configurazione economica nel mondo sviluppato risulta fortemente divergente. E il forte apprezzamento del dollaro ha assunto il ruolo di ammortizzatore. La storia ha dimostrato che forti oscillazioni nel mercato valutario possono causare instabilità economica e finanziaria.

La terza scommessa errata è la convinzione che l’eccesso di rischi sia svanito. Un lungo periodo di politica monetaria finalizzata a contenere la volatilità del mercato fa sentire gli investitori al sicuro, potendo contare sull’appoggio incondizionato delle banche centrali. “Ma questo appoggio ha i giorni contati. Il fatto è che le banche centrali non hanno gli strumenti per garantire una crescita rapida, sostenibile ed equilibrata. Quello che possono fare è creare un ponte verso un fase più stabile; spetta poi ai responsabili di politica economica fornire gli strumenti per una crescita duratura. Un ponte verso il nulla, rischia di crollare” . (mt)