Effetto Coronavirus: a Roma il turismo perde il 30% dei ricavi

4 Febbraio 2020, di Alessandra Caparello

L’impatto del coronavirus sui mercati si fa sentire e in generale anche sull’economia italiana. Anche quella tricolore non è esente purtroppo e un settore più di altri sta soffrendo per l’allarme creatosi attorno al virus proveniente dalla Cina. Parliamo del settore ricettivo.
La Cina è il settimo tra i paesi al mondo che visitano il belpaese. Basti pensare che nel corso del 2020 ci si aspettava di veder arrivare oltre un milione di passeggeri. Ma la diffusione del virus ha fermato tutto.

A Roma senza turisti cinesi settore perde il 30% del fatturato

Solo a Roma “le disdette delle prenotazioni dei turisti cinesi, a cui si sommano anche quelle dei viaggiatori provenienti paesi del Sudest asiatico e dai paesi adiacenti alla Cina, porteranno perdite significative per il settore ricettivo romano, stimate intorno al 30% del fatturato”. A fare i calcoli è Marco Misischia, presidente di Cna Turismo Roma.

Questo è vero soprattutto se si pensa che il periodo che va da fine dicembre a febbraio è particolarmente interessato dalla massiccia presenza dei turisti cinesi nel nostro Paese, a Roma in particolare, complici la coincidenza con il Capodanno cinese e il periodo di ferie a esso connesso, raggiungendo oltre il 25% delle presenze di visitatori totali (…) Siamo notevolmente preoccupati dalla decisione presa dalla Presidenza del consiglio di bloccare i voli da e per la Cina per il periodo della crisi.
Siamo infatti l’unico Paese europeo al momento ad aver arrestato di fatto i flussi turistici, non si sa per quanto tempo e creando un clima d’allarme che danneggia le piccole attività, specie quelle del centro storico. Inoltre, i tre principali portali di prenotazione alberghiera, Booking, Expedia e Agoda hanno concesso gratuitamente la cancellazione delle prenotazioni con estensione al 29 febbraio prossimo dalla Cina, Macao, Tailandia aumentando dunque il clima di incertezza di questi giorni”.