Edwards (SocGen) sulle Borse: “Paragone con 1984 non è esagerato”

16 Novembre 2017, di Mariangela Tessa

Nuovo allarme di Albert Edwards, strategist di Société Générale noto per sua visione critica nei confronti della politica monetaria espansiva delle banche centrali, sui livelli elevati raggiunti dal debito.

“Gli investitori stanno iniziando a penalizzare il debito societario e le azioni delle società americane più indebitate. Abbiamo costantemente sottolineato che l’eccesso di debito societario negli Stati Uniti è probabilmente delle aree chiave di vulnerabilità causate dalla frode piramidale che le banche centrali hanno creato con il QE”, afferma Edwards nel suo ultimo rapporto, specificando che a suo avviso i mercati finanziari globali si trovano in una situazione di “bolla compiacente”, dal momento che “gli investitori continuano ad investire in un clima di ottimismo”.

Edwards aggiunge tuttavia che “molti di questi investitori sono, allo stesso tempo,  d’accordo con noi sul fatto che le cose finiranno molto male entro due anni”.

Edward, che qualche settimana fa ha evocato il rischio di un Black Monday sulla falsariga di quello che è successo nel 1987, ha confermato che:

“I confronti con l’ottobre del 1987 (quando si è verificato il più grande calo giornaliero della storia del Dow Jones) sono pienamente giustificati “.

Edwards ricorda che i mercati inviano sempre segnali tecnici o fondamentali che una crisi sta per accadere, come è successo nel 2000 e nel 2007. Oggi uno di questi esempi è rappresentato dal peggioramento della performance azionaria delle società indebitate. Un segnale – che per Edwards- non va sottovalutato.