Educazione finanziaria, italiani rimandati. Edufin Index sotto la sufficienza

31 Ottobre 2022, di Mariangela Tessa

Gli italiani tengono alle proprie finanze e reputano importante investirle e assicurarle, ma in quanto ad educazione finanziaria e assicurativa non raggiungono la sufficienza. È quanto emerge dalla pubblicazione dell’Edufin Index, il primo Osservatorio di Alleanza Assicurazioni, Fondazione Gasbarri e SDA Bocconi su consapevolezza e comportamenti finanziari e assicurativi, da cui emerge che gli italiani raggiungono un punteggio pari a 55 su 100 (la sufficienza è pari a 60 su 100).

L’Edufin Index analizza due aspetti in una scala da 1 a 100: da un lato l’Awareness Index, cioè quanto gli italiani “sanno” e come si valutano (che raggiunge in questa analisi un livello di 51 su 100), e dall’altro il Behavioural Index, cioè come si comportano e cosa “fanno” quando decidono delle proprie finanze (che raggiunge un livello di 58 su 100).

I risultati dell’Osservatorio

Gli intervistati sono consapevoli del loro gap di conoscenza, ma adottano comportamenti attenti: si dimostrano interessati e si attivano per le proprie finanze e per definire come allocarle. Infatti, i due sotto-indici che misurano il comportamento e l’attitudine raggiungono rispettivamente quota 64 e 62 su 100.

Secondo l’Osservatorio, gli italiani tengono alle proprie finanze e reputano importante investirle e assicurarle. Quando ritengono di non possedere le giuste competenze per farlo in autonomia preferiscono rivolgersi ai professionisti del settore, come consulenti assicurativi e banche. Circa l’80% dichiara, infatti, di affidarsi a professionisti per informarsi e accedere ai mercati finanziari e assicurativi.

Dall’Osservatorio emergono alcuni gruppi che vengono definiti “più fragili”: casalinghe/i (con un livello di 48 su 100), non occupati (con un livello di 48 su 100), studenti (con un livello di 51 su 100) e donne (con un livello 52 su 100).

Le donne – si legge in una nota – dimostrano comunque un interesse elevato ad informarsi e a comprendere le tematiche finanziarie e assicurative e hanno la propensione ad affidarsi maggiormente a specialisti del settore.

I giovani, la cosiddetta Generazione Z (età inferiore ai 25 anni), pur con bassi livelli di conoscenze e comportamenti poco strutturati per accedere ai mercati finanziari e assicurativi, utilizzano siti internet e app finanziarie per informarsi e investono più della media in criptovalute (16% vs 7%).

Inoltre, dall’Osservatorio emerge che gli italiani considerano le proprie finanze un tema importante e quindi investono e si assicurano, ma non con una corretta percezione del rischio: il livello di “percezione del rischio” è di 47 su 100 e indica una percezione soggettiva del rischio distante da quella oggettiva.

L’educazione finanziaria dei “nuovi italiani”

Oltre alla ricognizione sulla popolazione italiana, per la prima volta nel nostro Paese, l’Osservatorio indaga la conoscenza e l’alfabetizzazione finanziaria e assicurativa su un campione di “nuovi italiani” (cittadini filippini, sudamericani e rumeni residenti in Italia e intervistati in lingua madre), che rappresentano una quota sempre più importante della popolazione (8,7% secondo i dati Istat 2022).
L’indicatore che misura il loro livello di conoscenza legato a questi temi ha raggiunto un livello pari a 46 su 100. I livelli più elevati sono stati registrati tra coloro che hanno una buona padronanza della lingua italiana (65 su 100), un alto reddito (73 su 100), vivono da molti anni nel nostro Paese e risultano ben integrati nella comunità in cui vivono (59 su 100).