Editoria, verso fusione Repubblica-Stampa: c’è lo zampino di Fiat

2 Marzo 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Matrimonio in vista tra la Repubblica e la Stampa. Secondo indiscrezioni stampa, circolate oggi, Itedi, la società che controlla i quotidiani La Stampa e Secolo XIX, dovrebbe essere incorporata nel gruppo L’Espresso (che controlla la Repubblica). Agli azionisti Itedi andrà una quota di minoranza dell’azienda di Carlo De Benedetti.

Questa operazione prevede poi un altro passaggio fondamentale: l’uscita della famiglia Agnelli-Elkann da Rcs. Fiat Chrysler Automobiles è il primo socio del gruppo di via Solferino con una quota del 16,7% circa. Non si sa ancora se sarà un addio totale o verrà dismessa una parte della partecipazione e se nel caso verrà data in prelazione (anche se il patto Rcs non esiste più) agli attuali soci, con Urbano Cairo o Diego Della Valle che potrebbero farsi avanti.

Maggiori dettagli dovrebbero arrivare a mercati chiusi, quando il portavoce del Gruppo Espresso ha detto che “verranno diffuse comunicazioni relative alle indiscrezioni relative alle notizie di stampa pubblicate oggi”.

Nella nota del portavoce si legge che “è in corso il Consiglio di Amministrazione della società e a breve verranno comunicati i dati di bilancio 2015”. Le comunicazioni sulle indiscrezioni circa l’operazione editoriale saranno diffuse “a seguire”, a mercati chiusi.

Titoli volano tutti in Borsa

Intanto, vola in Borsa il titolo l’Espresso. Le azioni del gruppo guidato da Carlo De Benedetti registrano a Piazza Affari un incremento che è arrivato anche a sfiorare l’8%.  Proseguono al rialzo anche i titoli Rcs Mediagroup che, al momento, vengono scambiati intorno a 0,592 euro (+4,04%) dopo aver toccato il top di seduta a 0,61 euro. Notevoli anche gli scambi che a meta’ seduta sommano oltre 6 milioni di pezzi scambiati.

Nel frattempo, l’Espresso ha comunicato il bilancio 2015, anno in cui, ha totalizzato un utile netto pari a 17 milioni di euro, il doppio rispetto agli 8,5 milioni registrati nel 2014. Il fatturato e’ stato pari a 605,1 milioni,in calo del 6% sull’anno precedente.

La capogruppo ha invece registrato una perdita di quattro milioni di euro (-5,2 milioni nel 2014). Il cda proporrà all’assemblea dei soci, convocata per il 21 aprile, di coprire interamente la perdita d’esercizio mediante l’utilizzo delle riserve disponibili iscritte in bilancio al 31 dicembre 2015.

Quanto all’utile netto di tutto il gruppo, il risultato, spiega una nota, ha beneficiato “della rideterminazione del fondo imposte differite sulla base della nuova aliquota Ires al 24% introdotta dalla legge di stabilità 2016″.

Per quanto riguarda l’evoluzione dei primi mesi del 2016, “le evidenze a oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2015; il bimestre gennaio-febbraio 2016 ha fatto registrare un andamento della raccolta pubblicitaria di gruppo leggermente positivo ma l’evoluzione non puo’ ritenersi allo stato consolidata”.