L’economia secondo Salvini e Berlusconi

26 Febbraio 2018, di Angelantonio Viscione

Il centrodestra di Berlusconi e Salvini si presenta alle prossime elezioni politiche con il cosiddetto “Programma per l’Italia”. Le loro proposte fiscali sono riconducibili a una chiara visione dell’economia: meno Stato e più mercato. Difficile commentare in poche righe tutte le proposte del centrodestra ma, in estrema sintesi, il programma ruota intorno alla riduzione generale delle tasse.

Lo scopo però non è dare maggior potere d’acquisto alle famiglie, altrimenti il programma avrebbe previsto maggiore progressività fiscale. Il sistema fiscale proposto distingue invece poco o nulla tra i diversi livelli di reddito e ricchezza dei contribuenti, nonostante i livelli di disuguaglianza in Italia siano già molto elevati.

Guardiamo ad esempio alle ultime rilevazioni dell’Ocse sul reddito disponibile delle famiglie italiane (ossia il reddito disponibile dopo tasse e trasferimenti). Nel 2015 ben il 39,4% del reddito disponibile spettava al 20% delle famiglie più ricche, mentre solo il 6,7%  al 20% più povero. Anche avvicinando i due estremi, le considerazioni non mutano nella sostanza: il 62,8%  del reddito disponibile spettava al top 40% di famiglie e solo il 19,6% al 40% di famiglie più povere.

Fonte: Mia elaborazione su dati Ocse (OECD Income Distribution Database (IDD), http://stats.oecd.org/Index.aspx?DataSetCode=IDD)

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